NOTA USB AL PRESIDENTE TRIDICO SUGLI ARTICOLI DI STAMPA CHE RIGURDANO IL DIRETTORE GENERALE

IN ALLEGATO GLI ARTICOLI a cui si fa riferimento nella nota della USB

Roma -

     Al presidente

        Prof. Pasquale Tridico

       e p.c.

        A tutti i lavoratori dell’INPS

 

 

Oggetto: Articoli di stampa riguardanti il direttore generale INPS.

 

Gentile presidente,

in merito agli articoli riguardanti l’attuale direttore generale dell’Istituto, dott.ssa Gabriella Di Michele, pubblicati dal quotidiano “LaVerità” il 21 e 22 novembre c.a., la scrivente organizzazione sindacale ha atteso che gli organi dell’INPS smentissero i gravi fatti riportati. Non avendo letto ad oggi alcuna replica da parte dell’Istituto, al fine di salvaguardare l’integrità dell’INPS e dei lavoratori che in esso operano si chiede di porre in atto ogni iniziativa utile a fare chiarezza in modo trasparente sui fatti esposti nei menzionati articoli.

Purtroppo, ancora una volta dell’Istituto non si parla per gli importanti compiti ad esso assegnati o per la dedizione del personale nell’assicurare assistenza e tempestive prestazioni ai cittadini utenti, nonostante le quotidiane difficoltà dovute ad una non funzionale organizzazione del lavoro, alla scarsità di personale, alle contraddizioni di un sistema di classificazione superato, a procedure informatiche altalenanti. Ancora una volta un direttore generale dell’INPS finisce sulle pagine dei giornali per episodi poco edificanti che lasciano intravedere responsabilità proprie e di altri dirigenti e professionisti dell’Istituto.

Per la verità sembrerebbe che i fatti siano addirittura più gravi di quanto raccontato dalla stampa. Non è sufficiente e non è giusto attendere gli approfondimenti prontamente disposti dal magistrato della Corte dei conti delegato al controllo interno e dal Ministero del Lavoro. L’organo politico di governo dell’INPS, quindi lei sig. presidente, deve attivarsi immediatamente per chiarire eventuali responsabilità amministrative e, nel caso dovessero ravvisarsi responsabilità penali, rivolgersi senza indugio alla magistratura.

Negli ultimi tempi la scrivente organizzazione sindacale ha potuto verificare come, dal punto di vista della responsabilità disciplinare, alcuni dirigenti dell’Istituto abbiano potuto godere di un trattamento di favore del quale invece non hanno beneficiato le lavoratrici ed i lavoratori delle aree professionali. E’ il caso del dirigente che ha omesso di segnalare il potenziale conflitto d’interesse in merito al contratto di collaborazione attivato nei confronti del proprio coniuge, oppure dell’altro dirigente che ha fatto effettuare l’accesso sulla posizione di un ex dirigente allo scopo di delegittimarne l’immagine. Entrambi hanno ricevuto una pacca sulle spalle a titolo di encomio, mentre un collega delle aree professionali di Roma Monteverde è stato licenziato, all’interno di una vicenda che riguarda i poligrafici, vicenda peraltro dagli esiti ancora incerti. Al contrario i suoi diretti superiori non sono stati nemmeno sfiorati dall’inchiesta disciplinare. Altri lavoratori delle aree hanno ricevuto una pesante sanzione solo per essersi rivolti ad un legale per far valere le proprie ragioni, come accaduto a Piacenza. E’ questa l’immagine dell’Istituto che si vuole presentare alle migliaia di lavoratrici e di lavoratori che con tanto entusiasmo hanno fatto il loro ingresso in INPS da pochi mesi?

Dopo anni in cui la USB, in piena solitudine rispetto al variegato fronte sindacale, ha prontamente denunciato le illegittimità commesse da figure di spicco dell’amministrazione con l’unico obiettivo di contribuire a preservare l’integrità dell’Istituto, il suo mandato ha rappresentato la speranza di vedere finalmente un energico cambio di rotta ed il trionfo, sì il trionfo della legalità e della trasparenza a tutti i livelli. Non deluda queste aspettative. Non si comporti come il suo predecessore che, da quanto si apprende dagli articoli del quotidiano “LaVerità”, ha favorito la cancellazione della sanzione di 200 euro di multa comminata alla dott.ssa Di Michele per essersi autorizzata un mutuo edilizio. Chi ha responsabilità gestionali o di governo deve essere di esempio e se sbaglia, seppure per distrazione ed in buona fede come asserisce la dirigente, deve accettare di buon grado la sanzione, peraltro minima, altrimenti finisce per trasmettere un messaggio distorto in cui i potenti risultano sempre protetti e gli umili destinati a soccombere.

Le accuse rivolte all’attuale direttore generale ed al coordinatore generale del tecnico edilizio sono di assoluta gravità. Il professionista dell’INPS avrebbe firmato la dichiarazione di inizio dei lavori di ristrutturazione dell’appartamento di proprietà della dott.ssa Di Michele, peraltro sembrerebbe senza preventiva autorizzazione, ed i lavori sarebbero stati eseguiti da un’impresa che ha ottenuto dall’Istituto svariati affidamenti diretti senza gara, attraverso il cosiddetto cottimo fiduciario. Di fronte a tali fatti che investono figure pubbliche e di primo piano dell’Istituto, non si può certo invocare la privacy ma va fatta chiarezza pubblicamente costi quel che costi.

In tale contesto la scrivente organizzazione sindacale ritiene che procedere all’assegnazione degli incarichi dirigenziali di livello generale, come se nulla fosse accaduto, sia quantomeno inopportuno, essendo il direttore generale coinvolto nella proposta di assegnazione di tali incarichi. Pertanto si chiede la sospensione della procedura avviata con il messaggio Hermes N. 4317 del 21 novembre 2019.

Cordiali saluti.

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