PAGELLINE: se si spreme il limone resta solo la scorza amara.

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INVIAMO UN COMUNICATO DEL COORDINAMENTO REGIONALE LAZIO USB RIGUARDANTE LE PAGELLINE, LE QUALI , CON VALUTAZIONI INGIUSTE E INCOMPRENSIBILI, STANNO PRODUCENDO NELLE SEDI UN CLIMA DI FORTE DISAGIO E UN PROGRESSIVO PEGGIORAMENTO DELLE CONDIZIONI DI LAVORO.

 

SE SI SPREME TROPPO UN LIMONE RESTA SOLO LA SCORZA AMARA

Questo è il risultato della gestione 2025 nelle sedi INPS del Lazio e della DCMR.

In questi giorni stiamo vivendo un clima pesantissimo. I lavoratori, dopo aver preso visione delle valutazioni individuali, stentano a trovare motivazioni che giustifichino i punteggi attribuiti, fatte salve le pochissime "Eccellenze" sulle quali ogni commento sarebbe superfluo.

La domanda che ogni lavoratore si pone è molto semplice: se l’organico è sottodimensionato — con picchi addirittura patologici in alcune sedi della DCMR — e se abbiamo raggiunto i massimi risultati ottenibili grazie al contributo di ognuno, perché la maggior parte delle valutazioni è in calo rispetto agli anni precedenti?

Non veniteci a raccontare che i parametri sono diversi o che si tratta di una valutazione intermedia, cercando di rabbonire gli animi con "promesse da marinaio" su valutazioni finali che potranno essere più alte. La verità è che ci state prendendo in giro con un grande bluff. Le sedi stanno scoppiando, mentre a livello centrale si fa un gran parlare di valorizzazione delle risorse umane, di formazione e di valore pubblico.

La parola "TRASPARENZA" è ormai diventata solo un formalismo, mentre la realtà è fatta di ombre e di cose che si possono o non si possono sapere.

La "plebe" dei lavoratori che operano sui territori deve solo obbedire a diktat calati dall’alto, senza alcuna possibilità di dialogo né condivisione sugli obiettivi o sulle scelte operative. Di fronte a queste imposizioni unilaterali, per essere valutata al meglio, spesso deve vendere la propria dignità rincorrendo prestazioni sempre più performanti a scapito della propria salute fisica e psicologica.

Il ricorso sempre più spinto alla sussidiarietà tra le sedi non fa altro che spostare il problema da un lavoratore all'altro, alimentando malumori e carichi di lavoro già insostenibili.

La parte datoriale incassa i suoi risultati esercitando pressioni costanti, ricorrendo spesso a forme di ricatto neanche troppo velate che fanno leva su Smart Working e pagelline.

Uno scenario reso possibile dal colpevole silenzio-assenso di chi, pur sedendo ai tavoli decisionali, ha preferito non disturbare il manovratore, legittimando di fatto il peggioramento delle nostre condizioni. E mentre si consuma questo scambio al ribasso, si utilizza il pretesto contrattuale per escludere dalle convocazioni le OO.SS. non firmatarie, istituzionalizzando quell’oscurantismo che sta soffocando la democrazia sindacale.

Stiamo attraversando uno dei periodi più bui dal punto di vista lavorativo all’interno dell’Istituto e il malcontento si alza da più parti. A chi giova tutto questo? Solo a chi tutela gli interessi di pochi rispetto a quei diritti che dovrebbero essere invece garantiti a tutti.

Quando l’Amministrazione utilizza parole come Equità, Obiettività, Trasparenza e Valorizzazione, forse si sta guardando allo specchio come la strega della favola di Biancaneve. Peccato che, purtroppo, siamo tutti disillusi dalle favole: oggi il Re è nudo e si svela in tutta la sua disorganizzazione.

  • Non parlateci più di formazione generica: vogliamo quella specifica.
  • Non parlateci più di possibilità di carriera, perché non ce ne sarà quasi per nessuno.
  • Non parlateci più di incentivo, perché ci avete lasciato pochi spiccioli dopo la razzia dal fondo delle molteplici indennità attribuite quasi ad personam dal CCNI.
  • Non parlateci più di obiettivi da raggiungere senza il coinvolgimento dei lavoratori, che quotidianamente affrontano criticità lavorative spesso in perfetta solitudine.
  • Non parlateci più di competenze e opportunità, perché ciò che resta a noi oggi è solo l'opacità e la scorza amara di un limone che non è più possibile spremere oltre.

DAI VOCE ALLA TUA PROTESTA: ISCRIVITI A U.S.B.

USB P.I. INPS COORDINAMENTO REGIONALE LAZIO