PARLIAMO D'INFERMIERI

Comunicato n.18/08

Nazionale -

Occorre avviare al più presto un esame complessivo dell’organizzazione del lavoro nel nostro Ente, per valutare la tenuta dei modelli organizzativi per tutte le aree, in special modo per quelle specialistiche.

 

Di certo l’area della collaborazione sanitaria è tra quelle in sofferenza, anche a seguito di scelte contrattuali che hanno penalizzato gli infermieri professionali, soprattutto per quanto riguarda la progressione professionale.

 

Ci sembra utile, quindi, ripercorrere brevemente la storia contrattuale di questa categoria, anche nella prospettiva dell’acquisizione da parte dell’INPS di competenze in materia d’invalidità civile, che richiederà sicuramente un maggior apporto dell’area sanitaria nel suo complesso.

 

Gli infermieri professionali, pur partendo dalla VII qualifica funzionale del vecchio ordinamento, nell’ambito della vigenza contrattuale 1998-2001 sono stati tra gli ultimi a transitare nella posizione C3.

 

Il CCNI di Ente1998-2001, inoltre, per il solo ruolo sanitario non ha previsto la posizione ordinamentale C4.

 

L’Art. 11 del CCNL 2002-2005 ha rinviato la verifica dell’ordinamento professionale ad una commissione paritetica, in concreto mai avviata.

 

Un’occasione mancata, dal momento che in quella commissione avremmo potuto portare avanti la nostra proposta di ordinamento contenuta nella piattaforma RdB per il CCNL 2002 – 2005 che, per le aree specialistiche e quindi anche per quella sanitaria, prevedeva solo due posizioni riconducibili al C3 e C4.

 

Un primo, parziale, passo in avanti si è realizzato con la revisione degli organici del 2005, laddove sono state previste 20 posizioni ordinamentali C4 a livello nazionale.

 

Per quanto concerne la mobilità orizzontale, mentre il cambio di profilo su richiesta del dipendente è stato regolarmente previsto sia per gli informatici che per gli ispettori di vigilanza, il passaggio al ruolo amministrativo per il personale sanitario è stato riconosciuto soltanto "per particolari esigenze di servizio".

 

Sollecitiamo, quindi, un confronto urgente e serio con l’amministrazione sull’organizzazione del lavoro, sugli organici e sulla collocazione del personale all’interno di un ordinamento professionale che, in sede di rinnovo contrattuale di comparto, dovrà essere assolutamente rivisto.

 

L’area sanitaria deve rientrare tra le priorità e non accetteremo aumenti di carico di lavoro che non abbiano queste come contropartite.