PROSEGUE LA PROTESTA DELLE GUARDIE GIURATE DELL'ANCR

Comunicato n. 51/09

Nazionale -

 

Ottavo giorno di sciopero della fame per le cinque guardie giurate dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci che resistono dentro una tenda, in piazza di S. Marco a Roma, accanto a piazza Venezia, supportati dalla continua presenza degli altri lavoratori dell’A.N.C.R. che hanno rifiutato il passaggio alla società privata Urbe SpA.

 

Ci siamo recati spesso, nei giorni scorsi, al presidio dei lavoratori della vigilanza per esprimere la solidarietà della struttura nazionale della RdB INPS e sostenere questa vertenza.

 

Ricordiamo brevemente i fatti. L’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, che gestiva l’attività di vigilanza per diverse aziende, istituti bancari ed uffici pubblici tra cui la Direzione Generale dell’INPS e molte sedi romane, ha chiuso l’attività della federazione provinciale di Roma, dopo una fase di gestione commissariale, chiedendo ai dipendenti di dimettersi volontariamente per poter essere assunti dalla nascente società privata Urbe SpA. Nessun licenziamento, e quindi nessun ammortizzatore sociale per gli ex dipendenti dell’A.N.C.R., perché la natura dell’ente ed il contratto impediscono tale atto. Su oltre 900 dipendenti, in 300 si sono rifiutati di rinunciare ai diritti acquisiti con l’ANCR, a cominciare dalla stabilità d’impiego, per transitare in una società che come primo atto non ha riconosciuto i livelli d’inquadramento precedentemente ottenuti ed una parte degli scatti d’anzianità maturati. Da qui la protesta sopra il Colosseo, il presidio ai piedi dell’Anfiteatro Flavio ed ora lo sciopero della fame a pochi passi dai palazzi della politica e del governo, i cui esponenti finora si sono ben guardati dall’intervenire. Maggiore attenzione invece da parte degli amministratori capitolini e della regione, ma finora senza risultati tangibili.

 

Ai massimi vertici dell’INPS chiediamo un urgente intervento sul sottosegretario Gianni Letta, approfittando magari di un’eventuale consultazione per l’individuazione del nuovo direttore generale dell’Istituto, per sollecitare una soluzione favorevole della vertenza delle 300 guardie giurate, supposto che le altre 600 hanno ritenuto di aderire alla nuova Urbe SpA. Restano inoltre da sciogliere alcuni interrogativi:

 

- Dal momento che l’INPS aveva un contratto di appalto, non ancora scaduto, con l’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, con quali formalità si è passati ad affidare l’appalto alla Urbe SpA?

 

- L’INPS ha verificato:

A)  se la società Urbe SpA è in possesso del Decreto prefettizio di abilitazione all’esercizio dell’attività di vigilanza e che sia in grado di fornire le necessarie garanzie finanziarie previste?

B)  se l’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci ha versato regolarmente ai propri dipendenti i contributi previdenziali e liquidato il TFR al momento della quiescenza?

C)  se il servizio di vigilanza attualmente erogato è conforme al contratto di appalto e se il numero di ore di lavoro individuale giornaliero delle guardie giurate è nei limiti di quanto stabilito dal contratto di categoria?

 

- Fa rispettare l’INPS l’obbligo scaturito dalle norme legislative (dls 81/2008) per l’identificazione dei lavoratori, in questo caso della vigilanza, che prevedono l’esposizione di un cartellino con il logo dell’azienda alle cui dipendenze il lavoratore opera, la foto del dipendente, i suoi dati anagrafici e la firma del responsabile dell’azienda? 

 

Sono domande semplici, doverose e legittime, che hanno bisogno di risposte altrettanto semplici, doverose e legittime, come quelle che attendono i lavoratori in piazza di S. Marco.

 

RISPETTO DELLA DIGNITA DEI LAVORATORI  E LAVORO STABILE-SICURO.

 

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