Riorganizzazione Informatica: Rafforzare l'esistente per sostenere il cambiamento
RIORGANIZZAZIONE INFORMATICA: RAFFORZARE L’ESISTENTE PER SOSTENERE IL CAMBIAMENTO
(C07/2026) Si è svolta venerdì 30 scorso la prevista riunione indetta dal Direttore Centrale dell’Informatica sulla nuova riorganizzazione del settore che è entrata in vigore dal 1° febbraio. Durante l’incontro, durato circa 45 minuti, è stata presentata una slide in cui si preannunciano modifiche alle attuali aree dirigenziali con l’inserimento di 5 nuove, per un totale di 22 aree.
Le nuove introduzioni e variazioni riguardano tra le altre cose:
- un’area AI Strategy & platform (dedicata alle progettualità specifiche riguardanti l’Intelligenza Artificiale)
- un’area lavoro e politiche sociali (che sarà l’interfaccia con il Ministero del Lavoro)
- un’area dedicata ai servizi IT di prossimità (che supporterà asset management - helpdesk - tutti i servizi che servono per monitorare e migliorare il funzionamento dei servizi IT)
- un’area dedicata alla contabilità e servizi fiscali (che si scorpora dall’attuale business platform)
- un’area specifica dedicata alla data governance (che si scorpora dalla data platform)
- un’area cybersecurity che si occuperà dello specifico tema, lasciando all’area internal audit, risk management l’attenzione su questi temi meno “tecnici”
Per evitare aggravi organizzativi e possibili disservizi, nella prima fase non verrà spostato il personale ma si sta già lavorando per individuare le competenze che alimenteranno le nuove aree.
La USB accoglie con favore la creazione di un’area per il supporto alle strutture territoriali, all’asset management e al monitoraggio: negli ultimi mesi si sono verificati troppi incidenti informatici che hanno limitato l’operatività delle sedi creando difficoltà nell’erogazione dei servizi di prossimità al cittadino e stress tra i colleghi, impegnati a garantire la produttività.
Positiva anche l’introduzione di un’area che raccolga tutte le progettualità legate all’Intelligenza Artificiale, elemento chiave per il futuro dell’INPS e per i cittadini.
A ogni riorganizzazione, tuttavia, devono essere date gambe e braccia.
È necessario procedere con urgenza alle assunzioni dalla graduatoria del concorso pubblico e a completare la procedura comparativa in corso in modo da assegnare alle aree un dirigente a pieno regime e non “ad interim”.
Devono essere assegnati il prima possibile, ai funzionari idonei alla posizione di capo progetto, i progetti che consentiranno di portare avanti le innumerevoli attività e nuove progettualità che saranno individuate nelle nuove aree. Molti colleghi già di fatto svolgono mansioni da capo progetto senza averne la posizione.
Ribadiamo la nostra richiesta, già fatta ai vertici, di una sessione di recupero per i colleghi risultati non idonei all’ultima selezione per idoneità a capo progetto, poiché la precedente selezione è stata – per usare un eufemismo – aleatoria.
Inoltre, va rivista la scelta di inserire colleghi informatici nella funzione “procedure” delle direzioni di prodotto. Lo avevamo già detto a suo tempo e i fatti ci hanno dato ragione, come spesso accade: il personale informatico che opera in queste funzioni è spesso snaturato e non riesce a utilizzare le competenze tecniche per le quali è stato assunto, portando quindi ad un depauperamento di skill e di fatto ad una mancanza di pari opportunità rispetto a chi è rimasto all’interno della DCTII.
È necessario procedere rapidamente al concorso per 88 funzionari e 248 assistenti informatici non appena saranno chiusi i bandi dato che queste assunzioni sono già di per sé insufficienti in vista di futuri pensionamenti.
In DCTII i colleghi sostengono carichi di lavoro al limite della sopportazione, per far fronte alle decine di adempimenti che il Governo attribuisce all’Ente – talvolta senza logica – e che richiedono sviluppi informatici rapidi. Parallelamente sono aumentati gli adempimenti burocratici e si registra una scarsa formazione tecnica, indispensabile per governare i processi di lavoro.
La situazione degli STT è drammatica, ridotti al lumicino e costretti a farsi carico di territori complessi e articolati per l’orografia del territorio, in molti casi anche in assenza di un responsabile regionale.
È opportuno selezionare con maggiore efficacia le priorità e avere il coraggio di dire no a ciò che è inutile senza drammi o paure.
I numerosi progetti PES, PNRR e quelli locali, spesso emanati senza una logica di correlazione tra loro e con i sistemi esistenti, fanno sorgere il dubbio che ci si stia concentrando troppo sul futuro, trascurando il presente in cui i sistemi devono essere governati e in cui i cittadini chiedono – a gran voce – pensioni e bonus.