SCORRIMENTO DELLE GRADUATORIE, I TIMORI DEI LAVORATORI

Comunicato n. 71/09

Nazionale -

 

Dalle prime assemblee che stiamo tenendo nelle sedi, per consultare i lavoratori sull’ipotesi di contratto integrativo di ente 2009, sta emergendo una seria preoccupazione in merito allo scorrimento delle graduatorie delle selezioni interne, concretizzato con l’accordo sottoscritto il 13 novembre scorso. I lavoratori temono che alla fine non se ne faccia niente o che finisca con l’essere un’iniziativa eccessivamente parziale.

 

La norma, inserita nel contratto INPS, prevede l’utilizzo delle graduatorie dei bandi 2008 per un incremento del numero di passaggi rapportato alla carenza d’organico che si determinerà al 31 dicembre 2009, comprensiva dei pensionamenti di fine anno.

 

Lo scorrimento avverrà in base alla graduatoria regionale degli idonei, anche per le posizioni C3 e C4, come già previsto dall’accordo del 21 aprile 2008 e ripreso negli stessi bandi di selezione.

 

Il contratto integrativo INPS 2009 prevede, al tempo stesso, che entro i primi tre mesi del 2010 si definiscano nuovi criteri per l’emanazione di future selezioni, dando applicazione al CCNL 2006-2009. Occorre tuttavia tenere presente che nel frattempo è entrata in vigore la Riforma Brunetta, nella quale si dispone che da gennaio 2010 i passaggi tra le aree avvengano tramite concorso pubblico, con riserva del 50% dei posti per gli interni che devono possedere il titolo di studio richiesto per l’accesso dall’esterno nell’area di destinazione, mentre l’attuale contratto nazionale di lavoro permette di partecipare alle selezioni per il passaggio di area con il possesso del titolo di studio richiesto per l’area di provenienza, oltre ad un’esperienza professionale di 4 anni in A per il passaggio a B e di 5 anni in B per il passaggio a C.

 

Che fine faranno allora i diplomati dell’area B, resteranno forse confinati a vita in quell’area? E’ anche per questo che dovrebbe essere interesse comune utilizzare il più possibile le attuali graduatorie, a cominciare dai passaggi a C4, per determinare quell’effetto trascinamento che favorisce un incremento dei passaggi per tutte le altre posizioni economiche. 

 

Siamo consapevoli, invece, che ci sarà qualcuno che proverà a remare contro fino all’ultimo, all’interno dell’amministrazione e non solo. Per questo occorre mantenere una forte attenzione ed esercitare un’energica pressione su questo tema.

 

Da parte nostra ci sarà il massimo impegno per impedire che sia scippato un risultato che abbiamo voluto con determinazione, per continuare in quel percorso di generale riqualificazione e riconoscimento della professionalità che abbiamo indicato come necessario già dal 2005, elaborando una piattaforma rivendicativa che aveva tra i principali obiettivi l’emanazione delle selezioni interne, dopo sei anni di inspiegabile blocco.

 

Ovviamente la nostra iniziativa non si limita a rivendicare un effettivo scorrimento delle graduatorie a dicembre 2009, ma pone un problema di continuità dei processi di riqualificazione, soprattutto oggi che siamo alla vigilia di un nuovo assetto organizzativo dell’ente, guardando con attenzione a tutti i lavoratori, compresi i C3 che, essendo numericamente rilevanti, faticano a trovare un adeguato riconoscimento della professionalità con il passaggio a C4, non dimenticando poi quelle poche centinaia di colleghi non diplomati, che sono stati esclusi dalle selezioni del 2008 e che, proprio perché pochi, sembrano non interessare nessuno, tranne la RdB che già nel contratto integrativo 2005 protestava contro la loro esclusione dai percorsi di riqualificazione.

 

E’ probabile che nei prossimi mesi sarà necessario attuare iniziative forti, per reclamare continuità nel percorso di crescita professionale. Siamo pronti a mobilitare tutti i lavoratori su questo, proponendo azioni mirate e determinate per costringere l’amministrazione a fare sul serio ed a concordare un’adeguata contropartita alla realizzazione del progetto di nuova organizzazione dell’ente che, al momento, appare privo di ipotesi di sviluppo per i lavoratori e per lo stesso ente.