SOCIETÀ 3-I SPA, L’INFORMATICA PRIVATIZZATA

Nazionale -

(51/22)  Martedì 26 aprile 2022 si è svolta la riunione sindacale su “Costituzione e disciplina Società 3-I SpA”. L’amministrazione preliminarmente ha comunicato che la norma sulla nuova società non è ancora stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale perché presente in un decreto sul PNRR che è tuttora all’attenzione delle forze politiche.

Nell’introduzione, il presidente Tridico ha affermato che la società, partecipata da INPS, INAIL e ISTAT, nasce per fare economie di scala rispetto ai servizi informatici che riguardano i tre enti e condividere le banche dati per favorire ulteriormente l’interoperabilità dei sistemi. Della società deve essere definito lo statuto, che stabilirà il modello di servizio, rivolto per l’80% ai tre enti e per il restante 20% ad altre pubbliche amministrazioni, mentre dal futuro piano industriale della società se ne potranno comprendere meglio obbiettivi e funzionalità. Il capitale sociale sarà di circa 45 milioni di euro e si immagina un modello come SOGEI, la partecipata del MEF, con un volume d’affari di circa 900 milioni annui. Il presidente Tridico ha inoltre riferito che la società nasce per esigenze politiche, per dare una risposta, tramite il PNRR, alla richiesta di innovazione tecnologica della pubblica amministrazione avanzata dall’Unione Europea, come punto di sintesi verso il piano strategico nazionale.

Il presidente ha voluto rassicurare le organizzazioni sindacali in merito al potenziamento dell’informatica pubblica all’interno dell’INPS, con la previsione dell’assunzione di tutti gli idonei del concorso per funzionari informatici e il reclutamento di 10 nuovi dirigenti informatici, non escludendo la possibilità, su base volontaria, di comandi di funzionari informatici INPS verso la neonata società. Il vertice politico dell’Istituto ha affermato che la società sarà utile per internalizzare servizi informatici oggi esternalizzati e i primi candidati a partecipare alle selezioni per il reperimento di personale per la società probabilmente saranno gli informatici delle società esterne che attualmente forniscono servizi all’INPS. Sempre il presidente Tridico ha poi riferito, sottolineando che al momento è una sua idea non condivisa con le altre due amministrazioni che comporranno la società, che l’attuale struttura dell’innovation manager potrebbe transitare nella nuova società.

Il direttore generale, integrando l’esposizione del presidente, ha sottolineato che pur in presenza di una gara per la gestione del cloud nazionale il Governo ha voluto dare fiducia ad una società che gestirà servizi e infrastrutture per tutta la pubblica amministrazione, pur nelle percentuali enunciate in precedenza, sviluppando sinergie con altri soggetti.

La governance della società vedrà un CdA con a capo il presidente designato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, un componente del Ministero del Lavoro e componenti designati dalle tre amministrazioni pubbliche coinvolte: INPS, INAIL, ISTAT.

Nel nostro intervento abbiamo innanzitutto manifestato le nostre forti perplessità sulla costituzione di una società per azioni per sviluppare e attuare innovazione tecnologica nella pubblica amministrazione. È assolutamente necessario sul piano normativo o si potrebbero sviluppare collaborazioni tra pubbliche amministrazioni investendo sia sulle tecnologie che sul personale informatico delle tre amministrazioni coinvolte?

Abbiamo già apprezzato in passato la scelta dell’amministrazione di tornare ad investire, anche se parzialmente, sull’informatica interna attraverso nuove assunzioni, considerata la pesante carenza di personale informatico INPS, sia quello addetto allo sviluppo e manutenzione delle procedure che quello addetto all’assistenza sul territorio (Gruppi Assistenza Informatica o GAI), perché allora non proseguire su questa strada chiedendo al Governo deroghe al costo complessivo del Fabbisogno per ampliare l’Area Informatica interna? Se la struttura dell’innovation manager, oggi interna all’INPS, sarà trasferita nella società 3-I, come si fa a parlare d’internalizzazione di servizi oggi esternalizzati? È invece sbagliato se affermiamo che si sta privatizzando l’informatica e l’innovazione attraverso una società per azioni?

Infine, un ragionamento va fatto anche sull’intenzione di condividere le banche dati aprendole ad altri soggetti esterni alla pubblica amministrazione. Il presidente ha detto che non bisogna essere gelosi dei dati dell’Istituto, ma quello che ci preoccupa è l’utilizzo che di questo importante patrimonio pubblico si possa fare.

In attesa di conoscere nella sua interezza il provvedimento legislativo, una volta che sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale, indagheremo a fondo sui pericoli che la scelta di costituire una società per azioni informatica possa rappresentare per le funzioni dell’INPS e delle altre amministrazioni coinvolte.

 

      

 

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