STABILITI I CRITERI E LE MODALITA’ PER I PASSAGGI DI AREA

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Roma -

Nella riunione dell’Ufficio di presidenza di ieri, 13 novembre, sono stati approvati i criteri e le modalità che regoleranno le selezioni per i passaggi di area. Il ritardo nell’emanazione della determinazione presidenziale è stato dovuto alla richiesta sindacale di permettere anche al personale di Area A in possesso della laurea di concorrere per l’Area C, richiesta fortunatamente respinta dal Dipartimento della Funzione Pubblica perché avrebbe penalizzato i lavoratori di Area B estendendo la platea dei candidati per un numero di posti già largamente insufficiente per la sola Area B. E’ singolare che i sindacati che partecipano alle riunioni del tavolo sindacale nazionale invochino il rispetto del contratto per escludere la USB dal confronto e poi pretendano di non rispettarlo sulle selezioni verticali.

Per quanto riguarda i criteri e le modalità di espletamento delle procedure selettive bisogna riconoscere che sono stati fatti sostanziali passi in avanti rispetto alla determinazione di Boeri, tuttavia rimangono criticità difficilmente accettabili. Dopo anni di mansioni superiori ai lavoratori è chiesto di dare prova di conoscenza di materie legislative, quasi dovessero partecipare ad un concorso pubblico, per giunta senza l’ausilio di specifiche dispense che saranno fornite solo sulle materie istituzionali. I test non saranno resi pubblici prima delle selezioni e questo è un elemento di preoccupazione rispetto all’esigenza di garantire procedure trasparenti.

C’è già l’accordo con tutte le organizzazioni che siedono al tavolo sindacale nazionale di far slittare al 2020 le selezioni, sia per i passaggi di area che per le progressioni economiche, indipendentemente da quello che scrive qualche sindacato che continua a fare il doppio gioco ed a prendere in giro i lavoratori. Così anche nel 2019 i lavoratori delle Aree A e B non riusciranno ad essere collocati ad A3 e B3 e la decorrenza dei passaggi economici e di area slitterà al prossimo anno con un danno stipendiale e di anzianità nel livello economico. Ma queste sono cose che ascoltate solo da noi, che siamo abituati a parlare chiaro ed a rispettare i lavoratori.

Le selezioni interne vanno fatte ma ribadiamo per l’ennesima volta che il mansionismo può essere superato solo cambiando le regole contrattuali e l’attuale sistema di classificazione. La soluzione resta l’Area Unica e continueremo a batterci per quella.

 

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