TRIDICO DIFENDE L’INPS IN PARLAMENTO E METTE LA FACCIA SULLE DIFFICOLTA’ DI FUNZIONAMENTO

Roma -

 (54/20) Erano almeno dieci anni, ma anche di più, che l’INPS non aveva un presidente che rappresentasse l’Istituto per quello che effettivamente è: una complessa macchina burocratica capace di rispondere tempestivamente alle continue sollecitazioni legislative. La difesa appassionata dell’INPS e dei suoi dipendenti fatta dal presidente Tridico ieri in XI Commissione Lavoro alla Camera dei Deputati, rispondendo ai rilievi sulle problematiche di funzionamento del sito dell’Istituto riscontrate lo scorso 1° aprile, è sicuramente inedita rispetto a chi lo ha preceduto.

Ricordiamo ancora il presidente Mastrapasqua riferire in Parlamento su un INPS considerata un carrozzone burocratico da chi quell’Istituto era stato chiamato a governare, oppure l’elenco delle undici presunte criticità dettagliatamente elencate da Boeri in Commissione Lavoro dopo la sua nomina a presidente dell’Istituto di previdenza sociale.

Tridico si è comportato in modo diverso. Ha difeso l’operato dell’INPS, ha esaltato il lavoro dei dipendenti dell’Istituto e sulle difficoltà di funzionamento del sito riscontrate lo scorso 1° aprile ed oggetto di scherno ed attacchi politici ci ha messo la faccia, chiedendo scusa al Parlamento ed ai cittadini ed assumendosi in prima persona la responsabilità di quanto accaduto. Certamente qualcuno potrebbe obiettare che non poteva fare altrimenti, considerato che l’attuale assetto organizzativo e la collocazione dei dirigenti sono il frutto di sue recenti scelte, tuttavia a noi preme sottolineare la discontinuità con il passato, che non si è vista solo in questa occasione.

Il presidente dell’INPS ha in progetto la reinternalizzazione almeno parziale  dell’informatica, per riportare all’interno i processi di innovazione tecnologica ribaltando l’attuale situazione di completa subalternità rispetto alle società esterne. E’ quanto stiamo chiedendo, finora inascoltati, da almeno quindici anni. Non possiamo quindi che cogliere favorevolmente tale scelta, impegnandoci a verificare con molta attenzione come sarà eventualmente attuata. Non è un mistero la nostra avversità all’istituzione della figura dell’innovation manager prevista dalla recente riorganizzazione, mentre poco si sa della scelta annunciata dal presidente di assumere 10 nuovi dirigenti informatici, che eventualmente dovrebbe trovare concretezza nel nuovo Piano dei Fabbisogni. A nostro parere se si vuole davvero avviare un processo di reinternalizzazione dell’informatica occorrerebbe almeno raddoppiare le previste 165 assunzioni di informatici, mentre al tempo stesso andrebbero avviate celermente le procedure per permettere il cambio di profilo da amministrativo ad informatico a chi già è in servizio e svolge di fatto le funzioni proprie di quel profilo oppure ha le competenze tecniche per impegnarsi nell’area informatica.

Nel corso dell’audizione il presidente Tridico ha inoltre ribadito l’intenzione di internalizzare il contact center dell’INPS alla scadenza dell’attuale contratto di esternalizzazione. Anche su questo non possiamo che essere d’accordo dal momento che siamo stati sempre contrari a quella scelta organizzativa, che ha cancellato con un colpo di spugna la professionalità e la funzionalità dei centralinisti dell’INPS, la maggior parte dei quali sono stati di fatto estromessi dall’attività produttiva e mortificati come lavoratori. Un progetto di internalizzazione del servizio di telefonia deve a nostro parere recuperare la funzione di quegli operatori, insieme all’assunzione di chi attualmente opera nel contact center, evitando tuttavia di costituire società in house che non rappresentano propriamente l’idea di internalizzazione che abbiamo in mente.

Quanto accaduto il 1° aprile non può certamente essere trascurato, soprattutto rispetto alla vulnerabilità dell’accesso ai dati di altri contribuenti, ma allo stesso tempo non si deve sottacere la capacità dell’insieme dell’Istituto di rispondere a questa drammatica fase di emergenza sanitaria,  tutelando la salute e la sicurezza dei dipendenti con la modalità operativa dello smart working e al tempo stesso il diritto dei cittadini a continuare ad avere i servizi dall’INPS.