UNA COLONNA DI FUMO SALE DALLA DIREZIONE GENERALE INPS

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UNA COLONNA DI FUMO SALE DALLA DIREZIONE GENERALE INPS

 (120/22) Il pomeriggio del 20 dicembre, avvicinandoci al palazzo dove ha sede la direzione generale dell’INPS, ci siamo accorti che da una finestra dello stabile si levava una preoccupante colonna di fumo. Abbiamo subito pensato ad un incendio e con palpitazione ci siamo precipitati verso l’ingresso della sede. Allertate le guardie giurate, insieme a loro siamo andati in direzione della stanza da cui avevamo visto uscire il fumo. Giunti sul posto abbiamo tirato un sospiro di sollievo, il fumo in verità era prodotto dal racconto che il futuro capo del personale, Giuseppe Conte, stava facendo alle organizzazioni sindacali per illustrare la bozza di documento relativo alle “famiglie professionali”, che il contratto collettivo prevede siano definite attraverso la contrattazione integrativa di ente.

Abbiamo guardato metaforicamente negli occhi il dirigente, visto che era collegato in video, e abbiamo manifestato in modo chiaro la nostra preoccupazione nei confronti di una narrazione piena di contraddizioni, molto teorica e per niente appropriata alla realtà lavorativa dell’INPS. D’altronde, è un documento sicuramente nato dalla collaborazione con una delle società di consulenza di cui si serve abitualmente l’Istituto, McKinsey, KPMG o altre. Attendiamo di poter leggere la proposta dell’Amministrazione per entrare nel dettaglio e verificare se possa essere utile o meno alla completezza di un sistema di classificazione che risponda al lavoro effettivamente svolto e che delinei chiari percorsi di carriera, valorizzando la professionalità e le capacità di ciascuno.

Oltre ad intervistare i dirigenti, come sta facendo Conte, abbiamo suggerito di ascoltare la base dei lavoratori, chi opera nelle sedi, chi è a contatto con i cittadini, per rendersi conto della realtà vera dell’Istituto ed avere i necessari strumenti di conoscenza per delineare “famiglie professionali” appropriate, predisporre un’offerta formativa coerente con le esigenze funzionali e adeguare il modello organizzativo agli obiettivi concreti di miglioramento del servizio, che possono essere conseguiti solo se si tiene ben ancorati i piedi a terra e con umiltà ci si mette a studiare quella complessa macchina che è l’INPS.

Al responsabile nazionale della FLP, che ancora una volta ha proposto un accordo a stralcio da inserire nel contratto integrativo 2022 per effettuare immediatamente le selezioni per i passaggi di area, abbiamo citato gli articoli del contratto collettivo che prevedono che prioritariamente si definiscano le “famiglie professionali” per poter poi bandire le selezioni per i passaggi all’area superiore senza il possesso del titolo di studio richiesto per l’accesso dall’esterno. Abbiamo inoltre ricordato che per i passaggi di area non è richiesto alcun accordo, se non la consultazione sui criteri che regolano i bandi, perché sono finanziati dall’Amministrazione e necessitano di una determinazione del CdA. Quindi, la previsione dei passaggi di area non va inserita nel contratto integrativo, come scrive erroneamente FLP. Buona parte del contratto collettivo non piace neanche a noi, che abbiamo dovuto sottoscriverlo per poter partecipare ai tavoli sindacali aziendali, ma quelle norme non si possono eludere. Continuare a prendere in giro i lavoratori facendogli credere che sia possibile attivare i passaggi senza la preventiva definizione delle “famiglie professionali” non aiuta quegli stessi lavoratori che, a parole, si dice di voler tutelare. Per questo abbiamo insistito e ottenuto che si cominciasse a discutere di “famiglie professionali”, perché vogliamo accelerare realmente i tempi delle selezioni. In altre importanti amministrazioni pubbliche la contrattazione sulle “famiglie professionali” ha avuto tempi stretti, vigileremo perché all’INPS non diventi la scusa per dilazionare ulteriormente i passaggi di area.

Approfittiamo dell’occasione per augurare ancora una volta a tutte e tutti voi gioiose festività, assicurando il nostro impegno a proseguire con tenacia l’attività sindacale a tutela dei lavoratori e delle funzioni sociali dell’Istituto. 

 

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