A UN PASSO DAL PRIMATO

Comunicato n. 08/2012

Roma -

Il risultato era nell’aria ma, un po’ per scaramanzia un po’ per evitare sorprese sempre all’ordine del giorno e comunque difficili da spiegare, l’avevamo tenuto in naftalina fino all’ultimo giorno. E proprio sul filo di lana abbiamo mancato un obiettivo storico, il primato assoluto nel Lazio per numero di seggi ottenuti (30 in totale contro i 32 della UIL) confermando peraltro il dato positivo in continua ascesa che ci vede in pratica al secondo posto in quanto al numero dei votanti. Nonostante una sensibile e prevista flessione nella regione (oltre 400 votanti in meno), la USB ha ottenuto complessivamente 470 voti, a soli 30 dall’obiettivo. Il dato più significativo da registrare rispetto alle precedenti elezioni RSU 2007 è il tonfo verticale dei confederali: la CGIL scende infatti da 345 a 291 voti, la CISL da 607 a 472, la UIL da 645 a 538 e perfino la CISAL cala da 147 a 82. E se continuano di questo passo (cioè firmando anche la carta igienica regionale) saranno presto ridotte al lumicino. In fondo, basta saper aspettare.

Da parte nostra, ha vinto ancora una volta il gioco di squadra, con un risultato strabiliante a Latina (70 voti e ben 4 seggi), le conferme del Tuscolano (55 con 3 seggi) e della Direzione Metropolitana (44 con 2 seggi) ed i brillanti risultati di Frosinone, Viterbo, Rieti, Pomezia, Casilino, Tiburtino e Flaminio (tutte con 2 seggi), seguite a ruota dalle altre sedi il cui grande impegno resta encomiabile. Nel momento in cui tutti sembrano cantare vittoria, sarà utile rammentare che i 470 voti ottenuti nel Lazio sono frutto di un lavoro capillare condotto tra mille difficoltà, contando esclusivamente sulle nostre forze e senza prendere in giro i colleghi, millantando crediti e false promesse. Un voto, mai come questa volta, sicuramente coraggioso e che ha segnato una svolta forse epocale, a patto che la si voglia vedere e non ci si fermi a conteggiare freddi numeri e aride tabelle. Di fatto, da Latina è giunto inequivocabile un segnale che presto si propagherà irrefrenabile in tutto il Lazio: la netta sconfitta delle solite clientele proposte dal binomio CISL – UIL e la scomparsa delle insignificanti comparse CGIL – CISAL. Certo, spiace notare che qualcuno si faccia ancora abbindolare o peggio ancora per i propri esclusivi interessi guardi al suo misero orticello per fare carriera, a danno manco a dirlo della comunità dei colleghi. In attesa di coniugare il noi, ci preme ora indicare senza pregiudizi la strada che peraltro è stata già tracciata. Da oggi infatti sarà più difficile per l’amministrazione andare avanti comunque senza alcuna condivisione, così come per i “soliti noti” sarà sempre meno facile fare clientele, porre incomprensibili veti ed ingessare la volontà di libere RSU. Tutto questo è stato possibile grazie alla voglia di cambiamento ed al coraggio mostrati, il seme piantato nel Lazio circa 7 anni fa è germogliato ed è diventato una pianta robusta con la quale è bene che tutti imparino a fare i conti, mentre il vero augurio è che tra qualche settimana quando si saranno definitivamente spenti gli echi di questa quinta sofferta edizione delle elezioni RSU e le tossine saranno completamente smaltite, le responsabili regionali CGIL e CISAL escano finalmente dall’abbraccio (dati alla mano) mortale di CISL e UIL per iniziare un percorso comune di lotta, come del resto accade a livello nazionale da tempo...

 

 

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