CHIUDERE IN FRETTA IL CCNI 2018 PER APRIRE UNA NUOVA STAGIONE CONTRATTUALE

Comunicato n. 14/19

Nazionale -

Fino allo scorso settembre veniva addossata alla USB la responsabilità d’impedire la chiusura del Contratto integrativo INPS 2018 e la definizione di altri accordi. La decisione della USB di non presentarsi più alle convocazioni del tavolo sindacale nazionale per togliere qualunque alibi alle organizzazioni sindacali firmatarie del CCNL 2016-2018, comprese Confintesa e Flp che hanno mostrato tutta la loro incoerenza nella battaglia contrattuale, non ha modificato sostanzialmente una situazione di stallo che dura da mesi e che è quindi indipendente dalla presenza o meno della USB.

Anzi, permetteteci di avanzare un dubbio: forse la partecipazione della USB ai lavori del tavolo sindacale avrebbe favorito il raggiungimento di un accordo in tempi più rapidi ed in modo soddisfacente.

Incassato l’ormai certo ripristino del valore intero del TEP a partire dal gennaio 2018 per quanti hanno subito la decurtazione del trattamento di professionalità a seguito del passaggio economico, restano aperti altri temi importanti.

Tra le richieste della USB c’era quella di un aumento generalizzato del TEP di 200 euro mensili. Una misura che serve ad incrementare la retribuzione percepita mensilmente ed a togliere peso all’incentivo, che è diventato sempre di più oggetto di ricatto produttivo e di “cabala” legata alla girandola di pesi e misure dei singoli prodotti.

Un’altra proposta contenuta nella Piattaforma della USB riguardava il riconoscimento di una quota di maggiorazione del TEP di 60 e 65 euro mensili da assegnare al personale delle Aree A e B fino al conseguimento del passaggio in Area C, come parziale indennizzo dello svolgimento costante e prevalente di mansioni superiori.

Sempre in tema TEP, riteniamo che vada risolto il problema dei colleghi vincitori del concorso pubblico a C1 che si sono visti negare il TEP in quanto considerati neoassunti. Sono lavoratori che hanno continuato a svolgere le stesse mansioni di prima e la cui professionalità non può essere azzerata da un giorno all’altro. Nel momento in cui si pensa giustamente di ridurre ad un anno il periodo di servizio successivo all’assunzione per ottenere il riconoscimento del TEP, ci sembra che lo stesso TEP vada riconosciuto senza soluzione di continuità a coloro che da dipendenti INPS hanno vinto un concorso pubblico per un’area superiore, continuando ad operare per lo stesso Istituto.

Siamo invece nettamente contrari ad un aumento dell’indennità riconosciuta alle posizioni organizzative finché a finanziarle sarà il Fondo della produttività costruito con le risorse di tutti. Si abbia il coraggio di avviare la discussione per caricare sul Bilancio dell’Istituto tali indennità ed allora saremo disponibili a ragionare di adeguamenti, probabilmente necessari.

Siamo sostanzialmente contrari anche a quella che viene definita come “indennità di sportello”, non perché sottovalutiamo l’impegno dei colleghi che svolgono tale compito, ma riteniamo che sarebbe difficile individuare i destinatari di tale compenso. Chi svolge attività di consulenza, non sta forse effettuando un lavoro d’informazione all’utenza? Inoltre, non in tutte le sedi ci sono i cosiddetti “sportellisti fissi”. Dovrebbe essere, quindi, un’indennità giornaliera? Una volta si utilizzava lo strumento della maggiorazione del turno: sarà questa la soluzione individuata? C’è il pericolo che si scateni una guerra tra poveri per pochi spiccioli. Staremo a vedere, ma il problema principale è avere procedure informatiche che funzionino e più personale nelle sedi. Solo così l’attività d’informazione potrà essere svolta bene e con meno stress.

Tra le proposte della USB c’era quella d’istituire un nuovo profilo nel quale far confluire i lavoratori che rappresentano l’INPS nelle cause di primo grado. Una problematica che si trascina ormai da tanto tempo ed alla quale va data una risposta complessiva, non limitata all’aspetto economico.

Riteniamo, infine, che l’accordo integrativo debba recepire la sentenza della Corte d’Appello di Milano, su ricorso della USB di Monza, per quanto riguarda il riconoscimento del buono pasto in occasione di assemblee giornaliere esterne senza obbligo di recupero dei trenta minuti di pausa nei giorni successivi come invece previsto attualmente.   

Il Contratto integrativo 2018 avrebbe dovuto contenere anche gli sviluppi economici per le Aree A e B, così da favorire la collocazione del personale delle due aree professionali al livello apicale della singola area: A3 e B3. Purtroppo, è mancata la volontà di chi è seduto al tavolo sindacale di uscire fuori dalle generiche promesse per dare le risposte concrete e possibili. In sede di definizione del CCNI deve essere assunto un impegno concreto ed immediatamente riscontrabile in merito al mansionismo e agli sviluppi di carriera di tutto il personale delle Aree A e B, così come devono essere attivate annualmente selezioni anche per i lavoratori di Area C nei numeri che le risorse a disposizione renderanno possibile.

E’ necessario chiudere in fretta e bene il Contratto integrativo 2018 per poter aprire una nuova stagione contrattuale che guardi anche al necessario rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro, per scongiurare un nuovo blocco che, considerata la situazione economica generale, potrebbe protrarsi per lungo tempo, riproponendo gli effetti negativi della passata tornata contrattuale.

 

MOBILITA’ E SMART WORKING

Questa mattina ci saranno due incontri su tali temi. La USB non solo è favorevole ad un nuovo piano di mobilità nazionale prima dell’ingresso dei vincitori del concorso a 967 posti a C1, ma ritiene che la mobilità nazionale debba essere necessariamente preceduta dalla mobilità all’interno alle singole regioni, per rispondere alle attese dei lavoratori già in servizio. Per quanto riguarda lo Smart Working attendiamo di conoscere il documento dell’amministrazione, ma riteniamo possa essere uno strumento utile al pari del Telelavoro per quanti hanno difficoltà personali.

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