CONTRATTI INTEGRATIVI 2013-2014 E PIANO INDUSTRIALE 2014-2016

Comunicato n. 17/14

Roma -

CONTRATTI 2013 - 2014

Dopo l’interruzione delle relazioni sindacali messe in atto dalla USB e l’invio all’amministrazione delle  mozioni votate a larghissima maggioranza nelle  assemblee svolte in quasi cento sedi, si è aperto finalmente il confronto sui contratti Integrativi 2013 e 2014.

Un primo risultato al quale si aggiunge quello ottenuto al tavolo dalla USB,  di approvare rapidamente due distinti e conseguenti contratti integrativi, per evitare i tagli delle risorse del Fondo Incentivante da parte dei Ministeri Vigilanti, così come avvenuto con il contratto integrativo 2012 a seguito della rideterminazione delle risorse fissate sulla base delle presenze.

In tal senso il tavolo ha stabilito di procedere con due incontri settimanali che consentiranno, salvo ripensamenti di qualcuno, di rispettare le scadenze di Marzo ed Aprile, indicate dalla USB per l’approvazione  e l’invio dei contratti 2013 e 2014 ai soggetti vigilanti.

Durante l’incontro è emerso tuttavia, con assoluta chiarezza, quanto denunciato già da marzo dell’anno passato dalla USB in merito alla mancanza delle risorse necessarie per l’integrazione dei trattamenti economici.

Abbiamo invitato pertanto l’amministrazione ad assumere una forte posizione con i Ministeri Vigilanti affinché una parte dei risparmi provenienti dall’accorpamento delle sedi INPS/INPDAP/ENPALS sia destinata ad alimentare le risorse del Fondo, chiedendo inoltre  un immediato intervento per riportare nel Fondo Incentivante le risorse utilizzate per gli straordinari ed impedire che l’amministrazione mandi in economia le risorse non spese, così come accaduto negli ultimi anni.

Analogamente la USB ha ribadito la sua posizione in merito al finanziamento delle posizioni organizzative, che devono essere poste a carico del bilancio dell’amministrazione liberando risorse da destinare all’incentivazione.

Il tavolo si è aggiornato alla prossima settimana con la richiesta all’amministrazione di fornire il documento relativo alla costituzione del fondo 2013 ed il report sulle risorse ancora non spese.

 

PIANO INDUSTRIALE

Nuovo ed ultimo incontro sul cosiddetto “piano industriale” o per essere più precisi sull’Executive Summary del Programma di Sviluppo dell’INPS 2014 – 2016 che, dopo quello già consegnato come informativa, è ancora una volta un documento di sintesi rispetto al vero piano industriale inspiegabilmente non messo a disposizione del confronto da parte dell’amministrazione.

Abbiamo ripetuto al Direttore Generale quanto già espresso in altre occasioni, facendo rilevare che non c’è alcuna possibilità di sviluppo senza l’apporto fondamentale dei lavoratori. Un riconoscimento che purtroppo, a nostro avviso, non trova la giusta attenzione nei documenti all’esame, insieme ad una riflessione più ampia sulle risorse umane ed economiche necessarie a sostenere il processo di riorganizzazione avviato a seguito dell’integrazione degli Enti soppressi e di acquisizione di sempre maggiori competenze.

Abbiamo sottolineato con preoccupazione l’ampio spazio e l’enfasi dedicata allo sviluppo della piattaforma informatica, augurandoci che l’idea dell’INPS come “cloud service provider”, e la sua candidatura a Polo Nazionale per l’erogazione dei servizi ICT per il Welfare, non rappresenti l’ultimo miglio verso una completa trasformazione dell’Istituto, non più soggetto erogatore della previdenza pubblica  e di servizi di assistenza ai cittadini, ma gestore dei Data Center, di piattaforme applicative a servizio degli Enti e soggetti esterni a cui affidare in via definitiva l’erogazione delle prestazioni.

In tal senso, ricordando gli oltre 500 milioni di euro spesi negli ultimi anni per l’adeguamento del sistema informatico dell’INPDAP, oggi da buttare, abbiamo posto l’accento sulla necessità di intervenire prioritariamente sul piano dell’informatizzazione delle procedure al fine di sostenere, semplificare,  snellire  i processi di lavoro, a fronte di una richiesta sempre più forte di obiettivi da raggiungere con un numero sempre minore di lavoratori.

In ultimo, anche nell’ottica di conseguire effettivi risparmi, abbiamo ribadito la nostra convinzione sulla necessità, di reinternalizzare le attività affidate ai soggetti esterni, compresa l’attività di gestione del patrimonio immobiliare che, proprio in queste ore, sta conoscendo un nuovo stop a seguito del contenzioso sorto fra i soggetti che hanno partecipato alla gara per il suo affidamento.

In risposta il Direttore Generale, ha voluto ribadire che il Piano Industriale è un documento che dovrà e potrà trovare i giusti adeguamenti nella fase di attuazione.

Con la sua approvazione nei prossimi giorni si apre una nuova fase che vedrà in progressione l’adozione del Regolamento di Amministrazione, del nuovo Ordinamento dei Servizi e dell’Organico.

Atti che consentiranno, insieme all’attuazione della gestione degli esuberi, anche la possibilità di predisporre un piano triennale di assunzioni, in particolare sul versante dell’informatica dove sarà necessario assicurare un giusto bilanciamento tra l’acquisizione di nuove tecnologie ed un forte presidio interno.

A conferma delle nostre valutazioni negative sul modello organizzativo imposto dal precedente Presidente, abbiamo accolto positivamente la profonda riflessione che si sta ormai sviluppando sulla “fuga in avanti”  determinata da  tali scelte,  e l’intenzione dichiarata dal Direttore Generale di voler recuperare il rapporto con l’utenza anche per quanto riguarda l’acquisizione diretta delle istanze.

Ritenendo che, ancora una volta,  nel documento consegnato alle OO.SS. non siano state indicate le risposte adeguate alle reali esigenze dei lavoratori ed alle prospettive di rilancio del ruolo sociale dell’Istituto, la USB invita tutti i lavoratori a partecipare all’iniziativa promossa per il 14 Marzo a Roma, dando appuntamento a P.zza Vidoni al ministero della Funzione Pubblica alle ore 11,00.

 

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