DIVIDERE PER COMANDARE È SEGNO DI DEBOLEZZA

L’assemblea dei lavoratori della sede di Lodi, svoltasi 1/3/2016, alla quale ha partecipato la quasi totalità dei presenti in sede (gli sportelli sono stati chiusi al pubblico) ha votato il seguente documento decidendo di diffonderlo come RSU a tutti i colleghi visto che l’argomento trattato è sicuramente di interesse comune.

Lodi -

Negli ultimi due anni un numero sempre crescente di lavoratori si è rivolto all’ufficio sanitario della sede accusando crisi stenocardica, ipertensione, ansia ecc., insomma disturbi da stress psicofisico dovuti alle forti tensioni maturate sul luogo di lavoro. L’ultimo caso si è verificato proprio la scorsa settimana con l’intervento del medico di sede che, dopo aver prestato il primo soccorso alla collega in crisi stenocardica, si è visto costretto a chiamare la croce rossa per la necessità di sottoporre la lavoratrice ad ulteriori accertamenti presso il pronto soccorso. Un altro caso simile si è verificato pochi giorni prima ed altri ancora prima, quasi sempre con il ricorso al pronto soccorso ospedaliero.

Sono tutti fatti riconducibili a reazioni organiche da stress emozionali e relazionali accaduti durante l'attività lavorativa con una frequenza molto al di sopra della media delle altre sedi e con una costante tendenza all’aggravamento del problema. Fatti che confermano quanto più volte denunciato da USB e dalla RSU di sede nei numerosi comunicati sul clima pesante e di forte tensione emotiva determinato dalle modalità con cui si dirige la sede.

Perché a Lodi ultimamente si vivono situazioni di forte disagio psicologico e stress correlato sul luogo di lavoro? Quale ne è la causa? Certamente comune a tutti i casi è il clima di tensione che ammorba le relazioni di lavoro. La direzione, dal suo insediamento, continua a gestire la sede con una rigidità nell’applicazione formale più restrittiva della normativa, rigidità, peraltro, che riguarda in maniera del tutto imprevedibile solo taluni aspetti mentre per altri vi è completa lassità se non addirittura complicità (vedi fumo nell’ufficio).

Si avvale di collaboratori, qualcuno dalla discutibile competenza professionale, che vorrebbe “meri esecutori” della sua volontà. Con uno stillicidio di piccoli provvedimenti, improvvisi spostamenti di personale da un settore all’altro, utilizzo ad personam della banca del tempo, carichi di lavoro ecc., ha creato un clima ambientale di malcontento diffuso, stress, conflittualità tra lavoratori e responsabili che, lungi dal favorire la coesione dei gruppi di lavoro, contribuisce a demotivare e dividere, con una forte ricaduta negativa sulla qualità della produzione.

E la cosa è tanto più grave se si considera che del problema non si è mai discusso con i rappresentanti dei lavoratori, che pure in più di un’occasione lo hanno messo in evidenza.

La dirigente non ha mai voluto affrontarlo.

Pensiamo che ormai la misura sia colma. Chiediamo perciò l’intervento del medico competente per fronteggiare la situazione di criticità creatasi in sede, spiegandoci quali iniziative intenda prendere per risolvere il problema. Chiediamo inoltre, che il direttore di sede e soprattutto il medico competente che è istituzionalmente al disopra delle parti, forniscano alla Rsu e ai lavoratori i dati esatti di questo disagio. Così come prevede la normativa sulla sicurezza. Quando i problemi ci sono vanno affrontati, trovando un percorso per la soluzione, senza nasconderli sotto il tappeto come si fa con la polvere.

Diversamente, è meglio che la dirigente ammetta la sua incapacità di dirigere la sede con l’autorevolezza necessaria, mentre affidarsi alle prove di forza è segno di debolezza.

Le lavoratrici e i lavoratori della sede di Lodi chiedono un cambiamento del clima aziendale per poter ritrovare quella serenità che sembra ormai perduta.

Lodi, 01/03/2016 RSU INPS LODI (approvato dall’assemblea di tutti i lavoratori della sede)

 

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