FALLIMENTO CONFEDERALE

Comunicato n. 09/14

Roma -

Alla partecipazione pressoché totale dei lavoratori alle iniziative organizzate dal 20 febbraio scorso ad oggi nel Lazio (ben 19 assemblee indette dalla USB con relative mozioni conclusive + 3 documenti specifici contro il taglio di 8.8 milioni di euro dal Fondo di Ente e la disparità di trattamento economico tra lavoratori INPS, ex INPDAP ed ex ENPALS) ha fatto ancora una volta da sfondo incolore il totale fallimento dei confederali, incapaci d’una qualsivoglia iniziativa concreta.

 

Appare infatti tragicomica la tardiva dichiarazione sullo “stato di agitazione” del personale se accompagnata dal vanto per l’elargizione di mance e/o elemosine. Così come nessun seguito ha avuto in ambito regionale l’avvio del “percorso di mobilitazione” solo teorico sbandierato ai quattro venti, ma poi lasciato cadere.

 

Dal canto nostro nelle ultime 2 settimane abbiamo profuso il massimo impegno nell’applicazione scrupolosa delle modalità operative contenute nel vademecum operativo del Lazio e grazie alla ferma determinazione dei delegati sul territorio questa mattina abbiamo ottenuto almeno due (dei tre) obiettivi che ci eravamo proposti: l’apertura ufficiale della contrattazione integrativa per il 2013 e per il 2014 e l’incontro con il nuovo presidente dell’Istituto nella corrente settimana.

 

Per quanto riguarda invece il saldo dell’incentivo 2012 il risultato può dirsi solo parziale in quanto l’amministrazione stamane si è impegnata ad erogare con le competenze del prossimo mese di marzo un ennesimo acconto da quantizzare.

 

Sulla base di ciò che abbiamo registrato sul tavolo nazionale ci accingiamo oggi stesso a riprendere le relazioni sindacali ad ogni livello, aderendo già nel primo pomeriggio alla convocazione pervenutaci dalla direzione regionale inerente la riorganizzazione logistica dell’area metropolitana di Roma, la integrazione delle direzioni regionali INPS ed ex INPDAP ed infine lo scorrimento delle graduatorie della mobilità regionale.

 

Tutto ciò naturalmente nella speranza che non si tratti di una semplice informativa con decisioni poi assunte in maniera troppo spesso unilaterale. Senza peraltro riuscire a definire problematiche di assoluta priorità. Tra esse due in questo momento assumono rilevanza particolare: le condizioni di estremo disagio e insicurezza in cui tuttora versa la sede tristemente famosa  di via Spegazzini (dove ci si è ostinati ad andare e sulla quale destinazione ora sarebbe più opportuno fare un ripensamento) e la vertenza in corso a Pomezia.

 

Anche qui va registrato un palese fallimento dei confederali, pronti a fare con qualche distinguo da stampella ad un’amministrazione in evidente difficoltà nel primo caso (clamoroso l’invito a una maggiore collaborazione con la direzione) e a defilarsi prontamente nel secondo dopo aver mandato allo sbaraglio la RSU abbandonando, nei fatti, prima i colleghi di Anzio e poi quelli di Pomezia al loro destino.

 

Più in particolare, la USB ha ribadito formalmente in questo ultimo caso i paletti dai quali non ci si può discostare, per ottenere una definitiva soluzione della vertenza e precisamente: turnazioni del personale proveniente dalla sede madre da effettuare presso gli sportelli del Punto INPS di Anzio esclusivamente sulla base della volontarietà, scorrimento urgente della graduatoria di mobilità e avvio di un percorso di formazione indispensabile per il personale ex INPDAP.

 

Tutte cose che avevamo proposto in beata solitudine esattamente sei mesi fa…  

 

 

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