IL MERCATO DELLE TESSERE

Roma -

(116/20)   IL MERCATO DELLE TESSERE

Da giorni le mail dei lavoratori INPS sono invase dalle più svariate offerte commerciali: corsi, iscrizioni all’università, buoni benzina, SPID a prezzo ridotto, ricorsi e controricorsi, manca solo lo sconto del 20% su tutti i prodotti, come accade periodicamente nei supermercati. Chi sono i mittenti di queste mail con ricchi premi e cotillon? - I sindacati - volutamente scritto con la “s” minuscola. Tutto ciò in cambio di una tessera, perché a dicembre ci sarà la conta della rappresentatività e ognuno “s’attrezza” come meglio ritiene. 

Assistiamo ad un vero e proprio mercimonio a cui qualche lavoratore abbocca senza sapere che in quel modo legittima quei signori a decidere il futuro di tutti al tavolo delle trattative, delegando così ad altri il proprio futuro. Insomma i sindacati propongono e fanno tutto, tranne quello che dovrebbe essere il loro nobile compito ed impegno per i lavoratori: assicurare pari diritti a tutti, diritto al lavoro, alla dignità, ad una retribuzione dignitosa, alle pensioni pubbliche, ad una vita decorosa, a immaginare e costruire il futuro nostro e  dei nostri figli.

Abbiamo assistito negli anni ad una continua mutazione genetica delle principali confederazioni, mentre i sindacati autonomi e corporativi hanno da subito mostrato la loro natura clientelare. Dalla difesa dei diritti dei lavoratori sul luogo di lavoro si è passati al consociativismo nelle stanze dei bottoni e poi al sindacato di servizio fuori dal luogo di lavoro.  Non dimentichiamo, poi, le continue campagne per mettere le mani sul Tfr dei lavoratori, che gestiscono attraverso i fondi negoziali intascando succose prebende inserendosi nei consigli di amministrazione di tali fondi pensione, alimentando la speculazione finanziaria.

Il lavoratore in questo contesto è sempre più disorientato, volutamente spaventato, così smarrisce il senso e l’importanza della collettività finendo per rifugiarsi nell’individualismo, dimenticando che la ricerca di un risultato personale può compromettere la conquista di diritti per tutti.

Noi della USB abbiamo l’orgoglio di appartenere ad una storia diversa. Aderire alla USB è l’occasione per esprimere la voglia di partecipazione collettiva dando forza a un progetto generale di emancipazione sociale. Come USB difendiamo le nostre condizioni di lavoro di dipendenti pubblici considerandole diritti e non privilegi, come base per far riconquistare diritti anche a tutta quella parte di lavoro povero, precario e in nero che vediamo aumentare attorno a noi. Abbiamo in mente un progetto di trasformazione della pubblica amministrazione al servizio dei cittadini, più che degli interessi delle grandi aziende private. Ci battiamo per restituire dignità ai dipendenti pubblici nell’ottica della loro funzione sociale, consapevoli che questa battaglia va di pari passo con la difesa del welfare pubblico.

Insieme a tanti lavoratori delle campagne, dell’ILVA, della logistica, della grande distribuzione e, guardando vicino alla nostra scrivania, delle imprese di pulizie e dei contact center, stiamo costruendo un percorso concreto di lotta per ottenere diritti e salario.

Questo è quello che serve al mondo del lavoro, questo è il ruolo che secondo noi deve svolgere il sindacato.

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