IL TESTO DELLE TRE PETIZIONI DA SOTTOSCRIVERE VIA MAIL

Per ADERIRE e sostenere le petizioni scrivere a usb@inps,ir una mail con oggetto ADESIONE alle tre petizioni della USB su MALATTIA, DEMOCRAZIA SINDACALE E COMPARTI DI CONTATTAZIONE. Si può aderire anche ad una sola delle petizioni.

Nazionale -

PETIZIONE SULLA MALATTIA

Al Ministro per la Pubblica Amministrazione

On. Fabiana Dadone

Oggetto: taglio della retribuzione e fasce di reperibilità in occasione di assenze per malattia.

Gent.le Ministro,

i sottoscritti dipendenti dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS), con riferimento alle seguenti norme legislative

  1. art. 71, comma 1, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito in legge 6 agosto 2008, n. 133 - “Per i periodi di assenza per malattia, di qualunque durata, ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001 n. 165, nei primi dieci giorni di assenza è corrisposto il trattamento economico fondamentale con esclusione di ogni indennità o emolumento, comunque denominati, aventi carattere fisso e continuativo, nonché di ogni altro trattamento accessorio.”;
  2. art. 55-septies, comma 5-bis, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, così come modificato dall’art. 18, comma 1, lettera d) del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75 - “Al fine di armonizzare la disciplina dei settori pubblico e privato, con decreto del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sono stabilite le fasce orarie di reperibilità entro le quali devono essere effettuate le visite di controllo e sono definite le modalità per lo svolgimento delle visite medesime e per l’accertamento, anche con cadenza sistematica e ripetitiva, delle assenze dal servizio per malattia.”;
  3. art. 4 del decreto ministeriale 15 luglio 1986 del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro della salute - “L’orario di reperibilità del lavoratore entro il quale devono essere effettuate le visite mediche di controllo è dalle ore 10 alle 12 e dalle 17 alle 19 di tutti i giorni, compresi i domenicali o festivi.”;
  4. art. 3, comma 1, decreto 17 ottobre 2017 della Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Funzione Pubblica - “In caso di assenza per malattia, le fasce di reperibilità dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni sono fissate secondo i seguenti orari: dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18.”;

tutto ciò premesso

i sottoscritti dipendenti INPS ritengono che vada archiviata al più presto la lunga stagione d’odio sociale contro i lavoratori pubblici descritti come fannulloni ed assenteisti seriali. Pertanto gli stessi chiedono che siano adottate le necessarie modifiche legislative per il riconoscimento della piena retribuzione, comprensiva delle voci fisse e continuative e del salario accessorio, sin dal primo giorno di assenza per malattia, provvedendo inoltre ad uniformare le fasce di reperibilità del pubblico impiego a quelle del privato. La generalizzazione delle accuse mosse ai lavoratori pubblici, l’accanimento riscontrato in oltre un decennio di campagne diffamatorie hanno lasciato un profondo segno di malessere che va sanato intervenendo sul piano legislativo per restituire dignità alle lavoratrici e ai lavoratori della pubblica amministrazione. La decurtazione della retribuzione e la differenziazione delle fasce di reperibilità in caso di malattia rispetto al lavoro privato, nell’attuale contesto di emergenza epidemiologica e di criticità per l’intero sistema sanitario nazionale, appaiono misure di traboccante

livore verso i lavoratori pubblici che si sono invece mobilitati per continuare a garantire i servizi ai cittadini pur in condizioni di grande difficoltà operativa.

Confidando in un’analisi di quanto rappresentato scevra da generici preconcetti verso la categoria del pubblico impiego ed auspicando opportuni interventi legislativi che contribuiscano a superare una brutta stagione che ha carratterizzato le politiche nei confronti del pubblico impiego, i sottoscritti inviano cordiali saluti.

 

Roma, .....................................

 

In allegato l’elenco delle adesioni all’appello.

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PETIZIONE SULLA DEMOCRAZIA SINDACALE

Al Ministro per la Pubblica Amministrazione

On. Fabiana Dadone

 

Oggetto: democrazia sindacale.

Gent.le Ministro,

i sottoscritti dipendenti dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS),

con riferimento alle seguenti norme di legge

  1. art. 40, comma 3-bis, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, così come stabilito dall’art. 54, comma 1, del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 e successivamente modificato dall’art. 11, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75 - “La contrattazione collettiva integrativa si svolge sulle materie, con i vincoli e nei limiti stabiliti dai contratti collettivi nazionali, tra i soggetti e con le procedure negoziali che questi ultimi prevedono; essa può avere ambito territoriale e riguardare più amministrazioni”;

rilevano

che i contratti collettivi nazionali hanno introdotto una norma che limita ai soli firmatari del CCNL il diritto alla partecipazione alla contrattazione collettiva integrativa e agli altri istituti di partecipazione sindacale previsti dai contratti, come l’informazione e il confronto, indipendentemente dalla riconosciuta rappresentatività ottenuta in base al numero di iscritti e di voti ricevuti alle elezioni RSU. E’ palese l’antidemocraticità della norma che impedisce un libero giudizio sul contenuto dell’accordo, salvo ritrovarsi nell’impossibilità di espletare pienamente il proprio mandato sindacale in rappresentanza dei lavoratori, poiché non solo è negato il diritto alla contrattazione integrativa, ma anche, come sottolineato in precedenza, quello all’informazione e al confronto. Inoltre, non trova alcuna giustificazione logica la considerazione che vuole che il contratto integrativo sia discusso esclusivamente dai soggetti che hanno sottoscritto il contratto collettivo nazionale, essendo il primo una mera applicazione del secondo, in quanto l’accordo aziendale colloca nella realtà della singola amministrazione le regole generali ed anche chi non ha sottoscritto il CCNL può contribuire ad indicare soluzioni e opportune integrazioni afferenti il posto di lavoro.  

Pertanto

i  sottoscritti dipendenti INPS chiedono la modifica del citato art. 40, comma 3-bis nella parte riportata in precedenza, secondo la seguente formulazione - “La contrattazione collettiva integrativa si svolge con la partecipazione delle organizzazioni sindacali rappresentative e con i rappresentanti eletti dai lavoratori (RSU) sulle materie, con le procedure negoziali, i vincoli e nei limiti stabiliti dai contratti collettivi nazionali”. In tal modo si evita che la contrattazione possa introdurre elementi discriminanti per chi valuta in piena libertà ed autonomia i contenuti degli accordi.

Confidando in un’attenta analisi della materia e nella volontà di voler assicurare a tutte le organizzazioni sindacali il pieno svolgimento della propria funzione, stabilendo norme di ampia partecipazione democratica, si inviano cordiali saluti.

Roma, .....................................

In allegato l’elenco delle adesioni all’appello.

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PETIZIONE SUI COMPARTI DI CONTRATTAZIONE

Al Ministro per la Pubblica Amministrazione

On. Fabiana Dadone

 

Oggetto: Comparti di contrattazione.

Gent.le Ministro,

i sottoscritti dipendenti dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS),

con riferimento alle seguenti norme di legge:

  1. art. 40, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, così come modificato dall’art. 7, comma 4, della legge 15 luglio 2002, n. 145, dall’art. 14 della legge 29 luglio 2003, n. 229, dall’art. 1, comma 125, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, successivamente sostituito dall’art. 54, comma 1, del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 e da ultimo modificato dall’art. 11, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75 - “Tramite appositi accordi tra l’ARAN e le Confederazioni rappresentative, secondo le procedure di cui agli articoli 41, comma 5, e 47, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, sono definiti fino a un massimo di quattro comparti di contrattazione collettiva nazionale, cui corrispondono non più di quattro separate aree per la dirigenza...”;

sottolineano

come la costituzione del Comparto Funzioni Centrali, che ha riunito gli ex Comparti Ministeri, Agenzie Fiscali ed Enti pubblici non economici, abbia messo insieme realtà organizzative e funzionali profondamente differenti tra loro determinando una condizione di complessa difficoltà nell’individuazione di un comune sistema di classificazione che possa ritenersi un valido strumento per tutte le amministrazioni che compongono il comparto. Sono evidenti le differenze organizzative, funzionali, di innovazione tecnologica che di seguito si tenta brevemente di evidenziare: l’INPS ha un’organizzazione di tipo orizzontale con diffusi livelli di responsabilità individuale tanto che l’80% del personale è collocato in Area C, corrispondente alla III fascia di Ministeri e Agenzie Fiscali;  l’Istituto di previdenza sociale gestisce un bilancio tra entrate e uscite secondo solo a quello dello Stato, raccoglie la contribuzione di oltre  26 milioni di lavoratori, eroga mensilmente 21 milioni di pensioni ed è presente sul territorio con 601 sedi tra direzioni regionali, provinciali, agenzie, strutture sociali e punti INPS; negli ultimi quarant’anni l’innovazione tecnologica è sempre stata al centro delle politiche strategiche e organizzative dell’Istituto, richiedendo al personale un continuo aggiornamento professionale, anche in considerazione dei compiti assegnati all’INPS nel campo della protezione sociale e del sostegno al reddito. E’ quindi evidente che il nuovo sistema di classificazione del personale, che sarà definito con il prossimo contratto collettivo nazionale, dovrà indicare una prospettiva di sviluppo professionale del personale altamente professionalizzato e riconoscere l’accresciuta professionalità di quel 20% di lavoratrici e lavoratori sacrificati in questi anni dal blocco dei passaggi e da vincoli normativi che hanno impedito una loro collocazione in posizioni economiche maggiormente coerenti con il lavoro effettivamente svolto.

Per tutto quanto sopra richiamato

i sottoscritti dipendenti dell’INPS chiedono: la modifica dell’art. 40, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nella parte in cui si prevedono massimo quattro comparti di contrattazione; l’uscita dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale e di altre amministrazioni similari dal Comparto Funzioni Centrali e il contemporaneo ripristino del Comparto EPNE o con altra denominazione, tenendo conto delle specificità fin qui rappresentate.

Confidando in un’attenta valutazione degli elementi di riflessione forniti, si inviano cordiali saluti.

Roma, .....................................

In allegato l’elenco delle adesioni all’appello.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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