IL VIANDANTE SUL MARE DI NEBBIA L’ETERNO PELLEGRINAGGIO DEL DIPENDENTE INPS
Il viandante sul mare di nebbia è il titolo del magnifico dipinto di Caspar David Friedrich. Le suggestioni di questo capolavoro dell’arte romantica ci sono parse perfette per descrivere lo stato d’animo dei dipendenti Inps di fronte all’incertezza del futuro, che mai come adesso appare nebuloso.
Un fantasma si aggira da decenni per le sedi dell’Istituto: quello della prossima riorganizzazione. L’infestazione dei corridoi da parte dell’ectoplasma è di fatto permanente: non si fa infatti in tempo a capire qualcosa di una riorganizzazione che subito partono le “chiacchiere di corridoio” (o “rumours”, come direbbero i nostri anglofili superiori) per quella seguente. A volte il personale viene deliziato anche con intermezzi di intrattenimento quale il famigerato e disastroso “reassessment” - che definimmo all’epoca una “corazzata Potemkin” nell’accezione “fantozziana” - i danni prodotti dal quale sono stati limitati solo grazie ad una sua applicazione in larga parte rimasta sulla carta, tanto era evidente la sua illogicità e inadeguatezza.
Ci troviamo adesso, nuovamente, nella fase di lenta messa in moto di un cambiamento. L’Amministrazione ha infatti presentato un documento sul nuovo modello di servizio dell’Istituto. Il testo, come da tradizione aziendale, è in larga parte fumoso e pieno di paroloni, oltre che del solito profluvio di termini inglesi dei quali non siamo certi che gli stessi estensori abbiano piena comprensione e capacità di pronuncia (l’onboarding e il reskilling end-to-end dei malcapitati sottoposti non sono certo un gioco da ragazzi).
Una cosa si capisce chiaramente, al netto delle chiacchiere di contorno: l’Inps finalmente si ravvede rispetto alla sciagurata scelta di frammentare i processi di lavoro (risalente alla gestione Mastrapasqua) e con almeno dieci anni di ritardo inverte finalmente la direzione. Su questo punto il nostro consenso non può che essere pieno, dato che è sempre stato centrale nelle nostre piattaforme rivendicative. La ricostruzione dei processi di lavoro non sarà però semplice né indolore, soprattutto per la perdita di professionalità dovuta a scelte sbagliate passate e ai tanti pensionamenti mal gestiti.
Da questi sviluppi della situazione trova conferma e forza un’altra nostra rivendicazione: l’organizzazione del lavoro e degli uffici deve tornare ad essere materia di contrattazione a tutti i livelli. Lasciarla nelle sole mani della dirigenza ha portato e continua a portare effetti nefasti per i lavoratori.
Altrettanto importante è il tema della democrazia sindacale: tutte le organizzazioni sindacali rappresentative devono essere titolari della contrattazione integrativa, anche se non sottoscrivono indecenti contratti collettivi nazionali di comparto. All’Inps i lavoratori stanno pagando pesantemente gli effetti della norma contrattuale antidemocratica vigente: le stesse organizzazioni, presunte sindacali, responsabili dello scempio salariale del CCNL 2022-24 (che cercano oggi maldestramente di far dimenticare pubblicizzando la finta settimana corta che nessuno vuole) sono state lasciate libere di condurre una trattativa al ribasso per l’integrativo Inps 2025, che ha ipotecato in negativo le possibilità di carriera di buona parte del personale. Ora si apprestano ad un nuovo accordo insoddisfacente per il CCNL 2025-27 e vorrebbero continuare a godere di ingiusti vantaggi nelle amministrazioni come premio per la loro incapacità e subordinazione al governo. Non riuscendo ad ottenere alcun risultato positivo per loro iniziativa, rivendicano continuamente la presenza al tavolo come se fosse un valore in sé. Non sarà però tanto facile darla a bere a chi è stato escluso dai differenziali e che ora tocca con mano gli effetti collaterali della loro presenza.
Intanto, nelle sedi il personale diminuisce e i carichi di lavoro aumentano. Pressioni continue e richieste inaccettabili – come quella di lavorare gratis fuori dall’orario – sono sempre più diffuse. L’autoritarismo dilaga, supportato dalla minaccia delle pagelle. Gli impegni a rivedere il sistema di valutazione, anche dopo la grande manifestazione USB in direzione generale, non hanno ad oggi avuto riscontro concreto.
Il “Metaprocesso” viene presentato dall’Amministrazione come la possibile soluzione di molti dei mali dell’Inps. L’idea di spostare i carichi di lavoro e non più le persone – facilitando anche la mobilità interna – può essere valida e va presa, insieme ad altri strumenti, in seria considerazione ma al momento troppi aspetti del modello presentato sono generici e soprattutto non sono chiari i possibili risvolti negativi sulla produttività e sulla relazione con l’utenza. La sperimentazione è stata condotta senza alcun confronto con le organizzazioni sindacali e lo sbandierato esito positivo della stessa è per noi tutto da verificare.
I pensionamenti proseguono a ritmo incessante mentre i concorsi e le selezioni interne arrancano. Quello per avvocati è affondato nelle sabbie mobile di via Ciro il Grande, il bando per funzionari amministrativi è ancora una chimera. L’ipotesi, fatta dall’Amministrazione nel piano dei fabbisogni, di quasi pieno organico a fine anno appare un’utopia se non un’aperta presa in giro. Per ora si continua a lavorare sempre in meno a ritmo sempre più pesante. I salari valgono sempre meno mentre il governo destina sempre più risorse alle spese militari, con il supporto dei sindacati collaborazionisti. Le promesse e le vanterie del presidente Fava relative allo sblocco del fondo incentivante Inps si sono rivelate aria fritta. Evidentemente la sua relazione con il ministro Giorgetti è meno privilegiata di quella dei vertici dell’Agenzia delle Entrate, dove lo sblocco è stato autorizzato. Il Consiglio di Amministrazione nel suo complesso risulta non pervenuto per tutto ciò che riguarda il benessere del personale.
Mai come ora il futuro dei lavoratori dell’Inps è apparso incerto e immerso nella nebbia. Mai come ora è necessario trovare una direzione, che non può che essere quella di un’alternativa sindacale vera e conflittuale, capace di ridare dignità e forza alle rivendicazioni e a ricostruire un’idea di futuro.
"Il vecchio mondo sta morendo. Quello nuovo tarda a comparire. E in questo chiaroscuro nascono i mostri" (Antonio Gramsci)
USB Pubblico Impiego Inps