INCENTIVO 2010, SALDO A SETTEMBRE

MIGLIORANO LE PERCENTUALI MA RIMANGONO PARZIALI DECURTAZIONI

 

Comunicato n. 48/11 (II/II)

Nazionale -

Come chiesto dall’USB (vedi ultimo numero di Eppure Soffia) e sostenuto nelle assemblee in preparazione dello sciopero generale di ieri, con lo stipendio di settembre l’amministrazione pagherà il saldo dell’incentivo 2010. Quindi, non un altro acconto, come qualche organizzazione sindacale “responsabile” chiedeva ancora in agosto. Mediamente, si percepirà all’incirca la stessa cifra dell’acconto dell’11 luglio, che sarà conglobato nel cedolino stipendiale, tranne i lavoratori delle sedi a cui è stata incrementata la percentuale di raggiungimento della produttività relativa ai progetti speciali, che percepiranno somme maggiori avendo avuto in precedenza acconti inferiori agli altri.

La mobilitazione dei lavoratori ha convinto l’amministrazione ad incrementare le percentuali di raggiungimento dei progetti speciali, tenendo anche in gran parte conto delle motivazioni oggettive rappresentate dai direttori delle 21 sedi interessate.

Di queste, 15 sedi attestano la percentuale di incentivo speciale tra 99,44% e 99,99%. Le altre 6 sedi sono tra il 90,78% e il 93,10%. Nessun ritocco per Catania, che resta al 90,94% e Taranto 93,10%. Sull’incentivo ordinario resta la decurtazione a 26 sedi.

Pur apprezzando i miglioramenti, non ci stiamo. La richiesta del pagamento dell’incentivo al 100% a tutti, avanzata insieme a CGIL e CISAL, sostenuta dall’assemblea nazionale del 22 giugno, per noi resta ancora valida. Non è accettabile che i lavoratori vengano a sapere soltanto l’anno successivo che non hanno raggiunto obiettivi di produttività di cui non si conosce l’esistenza. Ci vuole maggiore trasparenza e confronto. Per noi la partita non si chiude qui e chiederemo conto anche di quanto sta accadendo nel 2011, per evitare che i lavoratori continuino a subire danni da un’amministrazione e da sindacati che si muovono nel solco di una politica repressiva nei confronti dei lavoratori pubblici. E’ da irresponsabili tirare troppo la corda, perché si potrebbe arrivare ad uno scontro totale, con il blocco dell’attività lavorativa.