UN PICCOLO E FORSE INUTILE RIMBOMBO NELL'ASSORDANTE SILENZIO DELL'AMMINISTRAZIONE

Comunicato n. 34/08

Nazionale -

 

Finalmente, dopo oltre due mesi di silenzio assoluto, un dirigente generale dell’INPS prende posizione sui tagli effettuati con il decreto 112 dal Ministro contro la Pubblica Amministrazione. Infatti in molte sedi sta circolando un documento a firma di Pietro Corasaniti dal titolo: “Siamo tutti fannulloni?”. Si, proprio lui, il Direttore regionale del Lazio, meglio conosciuto come lo zar di tutte le province del Lazio che, sia pure tardivamente, si decide finalmente a fare quello che i vertici dell’ Istituto ancora adesso non fanno, per ignavia o timore.

 

Nel documento il Corasaniti, facendo un’analisi dell’intera attività dell’Istituto degli ultimi venti anni, nonché dei risultati ottenuti, respinge al mittente l’appellativo di fannulloni affibbiato ai dipendenti INPS.

 

Questa situazione, che la RdB peraltro ha sempre denunciato a tutti i livelli,  riguarda:  i carichi di lavoro sempre più massacranti, la carenza di personale, la produzione in costante crescita, la continua attribuzione di incarichi ad interim, la sicurezza sui luoghi di lavoro dimenticata, i nuovi adempimenti istituzionali e le relative criticità, l’impossibile “misurazione” dei servizi offerti.

 

Ad ogni buon conto, sarà bene rammentare (soprattutto a quanti non avessero avuto la ventura/sventura di conoscere lo zar personalmente) che stiamo comunque parlando di un dirigente avvezzo a calpestare quotidianamente le prerogative e i diritti sindacali.

 

“L’état c’est moi” per intenderci. E per chi non si adegua angherie e discriminazioni (a tal  proposito negli ultimi due mesi la RdB Lazio ha prodotto contro Corasaniti due articoli 28 per comportamento antisindacale).  

 

Oggi prendiamo atto del contenuto politico del documento in questione ed auspichiamo che queste prese di posizione vengano assunte ufficialmente ed in maniera unanime dall’Amministrazione. Soprattutto che siano dirette all’esterno dell’Istituto. Se circola solo all’interno dell’INPS, per giunta su carta non intestata, l’iniziativa diventa inefficace; non c’è bisogno  infatti di parlare inter nos, di nascosto o tra quattro mura, sempre le stesse, quelle del palazzo.  Per ottenere risultati concreti occorre ben altro.

 

E’ ora che il Presidente, il Direttore Generale, evidenziando il ruolo di primo piano che l’Istituto ha nel welfare state, escano allo scoperto, senza paura, per difendere i lavoratori INPS innanzi all’utenza e ai cittadini, alle testate giornalistiche e alle emittenti televisive, agli organi istituzionali e di governo.

 

Senza problemi di sorta e, per una volta, lasciando da parte i vincoli di potere, tutelino il personale alla luce del sole (ad esempio acquistando uno spazio sui giornali), ed al cospetto (si fa per dire) dell’attuale Ministro contro la Pubblica Amministrazione che giornalmente si permette di calpestare la dignità dei dipendenti dell’INPS e del pubblico impiego.

 

 

 

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