4.980 LAVORATRICI E LAVORATORI IN SCIOPERO ALL'INPS

IN MOLTI NON HANNO CEDUTO ALLE PRESSIONI DI CGIL-CISL-UIL

CONFERMATI I PROBLEMI SUI PASSAGGI ECONOMICI

Comunicato n. 74/17

Nazionale -

Nonostante gli sherpa o meglio dire i tirapiedi di CGIL-CISL-UIL, ma soprattutto della CISL,  abbiano girato in lungo e largo per convincervi a non scioperare, all’INPS in 4.980 abbiamo aderito allo sciopero generale proclamato per l’intera giornata di venerdì 10 novembre dalla USB. Altri 2.592 sono rimasti a casa a vario titolo. In ufficio soltanto 19.010 su 26.582 lavoratori delle Aree A-B-C. L’adesione allo sciopero è stata del 19%, una percentuale che non riuscirebbero a raggiungere nemmeno CGIL-CISL-UIL messe assieme se proclamassero uno sciopero, anche se è un’eventualità più accademica che probabile.

Meschino il comportamento del segretario nazionale della CISL che ha inviato agli iscritti ben due messaggi (che potete leggere nel corpo della mail)  finalizzati a screditare la USB ed ostacolare la partecipazione allo sciopero. Il pericolo del blocco dei passaggi 2017 non solo c’è ed è reale, ma si è rischiato che saltasse l’intero impianto delle selezioni, compresi i passaggi 2016. E’ quello che ha riferito l’amministrazione nell’incontro del 9 pomeriggio, poche ore prima dello sciopero, confermando il contenuto del volantino della USB che lanciava l’allarme sulle selezioni. Il Dipartimento della Funzione Pubblica sostiene che la graduatoria non possa avere validità triennale e pertanto ogni anno debba essere stilata una nuova graduatoria. Inoltre, il ministero vigilante afferma che annualmente, in base all’art. 23 del D.Lgs 150/2009, possano essere autorizzati passaggi in misura massima del 50% del numero di lavoratori interessati. Da qui l’allarme ragionevole e giustificato della USB.

Per la fase delicata in cui ci troviamo non possiamo essere più chiari, ma un giorno racconteremo dettagliatamente come sono andate le cose. Basti pensare che la Funzione Pubblica aveva messo in discussione anche la maggiorazione del TEP per i livelli apicali delle aree, A3-B3, poi dagli altri allargata anche ai C5, che la USB aveva voluto per dare un riconoscimento economico a chi non aveva avuto modo di partecipare alle selezioni 2016 perché già collocato nel livello apicale della propria area.

Mercoledì prossimo è prevista la sottoscrizione di un verbale che dovrebbe superare i problemi posti dal Dipartimento della Funzione Pubblica, e sul cui contenuto il ruolo della USB è stato determinante, ma finché il Contratto integrativo 2017 non tornerà approvato in via definitiva, il pericolo rimane anche con la sottoscrizione del verbale.

Tuttavia lo sciopero del 10 novembre non era incentrato solo sui passaggi economici e i lavoratori lo hanno compreso bene. Abbiamo scioperato contro la politica economica del governo, che continua a sgravare le imprese del pagamento dei contributi previdenziali per favorire l’occupazione, mentre non si blocca l’aumento dell’età pensionabile sostenendo che l’INPS non abbia risorse sufficienti. Abbiamo sostenuto la Piattaforma contrattuale della USB contro i contenuti del Protocollo del 30 novembre 2016 firmato da CGIL-CISL-UIL che prevede 85 euro di aumento a regime, il Welfare contrattuale e incentivi per l’adesione ai Fondi pensione. Abbiamo protestato per difendere il ruolo dell’INPS e per chiedere le assunzioni che servono, non quelle volute da Boeri.

Era uno sciopero necessario, in pieno rinnovo contrattuale e nel vivo della discussione sulla manovra economica del 2018. Era necessario per difendere lo stesso diritto di sciopero che, benché riconosciuto dalla Costituzione, continua ad essere oggetto di interventi legislativi finalizzati alla sua eliminazione.

Oggi ripartiamo con il solito entusiasmo, la consueta concreta determinazione e una maggiore forza determinata dal vostro sostegno e consenso. Andiamo avanti, perché niente e nessuno ci potrà intimidire e ogni ridicolo tentativo di screditarci sarà un boomerang per chi ci prova.

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