CI SONO O… CI FANNO???

Comunicato n. 28/10

Nazionale -

 

Siamo stufi. Siamo stufi di dover puntualizzare ogni volta i fatti per come vanno realmente, evidenziando la mistificazione di certa propaganda sindacale. Prendiamo il caso di chi oggi vorrebbe far credere che sia bastato non partecipare a due riunioni di trattativa sindacale per costringere l’amministrazione a discutere dei problemi che riguardano i lavoratori dell’Istituto. E questo senza aver organizzato la ben che minima iniziativa di protesta, né al centro né sul territorio. Sembra sia stato sufficiente disertare il tavolo sindacale e… aspettare. L’amministrazione avrà sicuramente tremato di fronte a tanta determinazione!!! Non parliamo poi della corsa a mettere cappello sulle varie questioni. C’è chi si limita a fare l’elenco dei problemi per rivendicare poi un ruolo nella loro soluzione. Ma come si fa a tirare in ballo ancora il buono pasto, quando lo sanno anche le pietre che è stato già deciso da tempo l’incremento a 12 euro con decorrenza 1° luglio 2010? Un anno e mezzo fa non doveva essere di 14 euro?

 

Siamo stufi anche di chi vuole convincerci che lottare non serve, perché solo attraverso “una buona contrattazione” si trova una soluzione a tutto. Ma l’hanno capita la Riforma “Ichino-Brunetta” che tanto gli piace? E come mai la “buona contrattazione” non è riuscita ad impedire che i lavoratori dell’INAIL perdessero nel 2009 almeno 1.000 euro di incentivo a testa rispetto all’anno precedente? Ancora oggi, di fronte alla cancellazione di quattro anni di contratto (dal 2010 al 2013) prevista dalla manovra economica, ci invitano a non seguire chi attua la “protesta fine a se stessa”. E chi sarebbe mai quell’imbecille che protesta tanto per fare, senza avere un obiettivo da raggiungere, anche parzialmente? E’ la solita becera propaganda di chi in questi anni ha svenduto i diritti dei lavoratori in cambio di presidenze degli enti, di accordi e norme che favoriscono i fondi pensione, gli enti bilaterali, i patronati, le associazioni, partecipando al saccheggio del pubblico impiego.

 

Noi non rimaniamo a guardare. Sabato 5 giugno scenderemo in piazza a Roma con una manifestazione nazionale contro la politica finanziaria del governo che premia gli speculatori e gli evasori, continuando ad attaccare il pubblico impiego ed i diritti dei lavoratori. Lunedì 14 giugno ci sarà lo sciopero dei lavoratori pubblici, con manifestazioni a Milano, Roma e Napoli, per dire no al blocco dei contratti e delle assunzioni, all’ulteriore aumento dell’età pensionabile, alla sottrazione di risorse alla sanità e agli enti locali che si tradurranno in nuove tasse per i cittadini, a tutte le altre inique norme della finanziaria che colpiscono soprattutto il settore pubblico.

 

Mettiamola così. Se pensate che non si può modificare nulla perché tutto è stato stabilito, che non serve a niente protestare e scioperare perché siamo pochi e i sindacati sono divisi, che ormai peggio di così non può andare, restate pure a casa o andate al mare se il tempo è bello. Noi invece saremo in piazza, insieme a quanti di voi continuano a credere che il conflitto, espresso in modo democratico e di massa, possa frenare l’aggressione ai diritti dei lavoratori e rilanciare una piattaforma alternativa che punti allo sviluppo della pubblica amministrazione e dello stato sociale. Con concretezza, senza proteste fini a se stesse.

 

CHI LOTTA PUO’ PERDERE, CHI NON LOTTA HA GIA’ PERSO.