DA MASTRAPASQUA A BOERI. DALL'INPS VIRTUALE AL MODELLO BANCARIO

Comunicato n. 38/15

Nazionale -

Con l’incontro tecnico/informativo del 27 maggio si è inaugurata la modalità di relazioni sindacali voluta dai nuovi vertici dell’ente: la delegazione dell’Amministrazione al completo si vedrà, di fatto, solo al momento rituale della firma degli accordi, per il resto gli incontri saranno “tecnici”. All’ordine del giorno il nuovo modello organizzativo basato sull’attività di consulenza e il progetto “La mia pensione”, uniti  da un unico disegno collegato alla revisione del  “modello di servizio” ed alla conseguente “evoluzione del modello professionale”. Detto in altri termini, si tratta dell’ennesima modifica organizzativa dell’Istituto.

Dal fallimentare modello di ente virtuale previsto dall’ex presidente Mastrapasqua si passa così al modello bancario/assicurativo voluto dall’attuale presidente Boeri, con l’attività di consulenza destinata a diventare centrale.

I due modelli organizzativi hanno un punto in comune: il superamento dell’INPS come Ente Pubblico erogatore di servizi e prestazioni. Da tempo denunciamo il pericolo di un drastico ridimensionamento delle funzioni dell’Istituto determinato da un complessivo disegno di privatizzazione dei servizi erogati, che saranno magari affidati a soggetti che utilizzeranno l’enorme banca dati messa a disposizione dall’Istituto. In tal modo si metterebbe l’INPS sempre più al servizio delle imprese invece che dei cittadini. 

Non a caso il vero filo conduttore degli argomenti in discussione nell’incontro del 27 maggio è stato il progetto “la mia pensione” che, in modo sempre più chiaro, risulta finalizzato al rilancio della previdenza complementare privata affidata ai Fondi pensione.

L’esempio più recente è quello del Festival dell’ Economia di Trento (vedi comunicato USB n.37) nel quale si propone, senza mezzi termini, una sinergia proprio sul versante della consulenza specialistica tra  l’INPS e  Pensplan Centrum S.p.A., il progetto della Regione Trentino Alto Adige per la promozione e lo sviluppo della previdenza complementare a carattere locale.

Ci troviamo, quindi, di fronte ad una profonda revisione organizzativa e professionale che respingiamo con forza, anche per l’inevitabile aggravio dei carichi di lavoro, che l’Amministrazione proverà a rendere “gradevole” ai lavoratori, stressati dal raggiungimento del “124”, riconoscendo all’attività di consulenza un “valore altissimo”, come prospettato dalla stessa Amministrazione.

La contrarietà a tale progetto è condivisa dai lavoratori che hanno partecipato alle assemblee convocate da varie RSU  in questi ultimi giorni. Nel nostro intervento abbiamo fatto presente che, mentre si dibatte del progetto “la mia pensione”, non si affrontano le difficoltà riscontrate giornalmente dai lavoratori nel presidiare i servizi per i problemi legati alla mancanza di procedure o al loro funzionamento. Gli organici appaiono del tutto insufficienti e l’età media del personale è elevata. Sarebbe necessario un progetto per salvaguardare il futuro dell’ente con un piano pluriennale di assunzioni che comprenda anche  la stabilizzazione dei comandati e l’assunzione degli idonei dei concorsi espletati, ma su questo punto fondamentale non risultano iniziative dei vertici dell’Istituto. Il mansionismo resta una piaga che non trova soluzione a causa del mantenimento del blocco dei contratti collettivi e dei ritardi nella riattivazione dei percorsi di crescita professionale ed economica. Le retribuzioni complessive dei lavoratori, a parità di livello economico, restano profondamente diversificate, perché finora il processo d’integrazione non è stato finanziato come avrebbe dovuto e come richiesto da subito dalla USB.

L’Amministrazione ha risposto ad alcuni degli interrogativi posti nel nostro intervento, ribadendo l’intenzione di avviare le selezioni interne una volta individuate le risorse all’interno del Fondo di ente 2015. Cosa si aspetta, quindi, ad aprire la contrattazione integrativa per l’anno in corso?

Per quanto riguarda l’eventuale piano di assunzioni, il Capo del Personale ha ricordato che il Governo con la Legge di Stabilità 2015 ha bloccato le assunzioni fino a dicembre 2016, a conclusione del riassorbimento dei 20.000 lavoratori messi in mobilità a seguito dello smantellamento delle Province.

L’Amministrazione ha chiesto al Dipartimento della Funzione Pubblica di indicare se la stabilizzazione del personale attualmente in comando in INPS possa avere priorità rispetto alla eventuale mobilità in ingresso del personale delle Province.

Sul personale i vertici dell’Istituto assumono, quindi, una posizione di basso profilo, rinunciando a pretendere per l’INPS il riconoscimento della funzione di pilastro centrale del sistema di protezione sociale, assoggettandosi in pieno, in questo caso, alla volontà del Governo.

Rispondendo alle ultime due note ufficiali della USB, l’Amministrazione ha ribadito l’intenzione d’impiegare solo personale di Area C per i compiti di “osservatore” nei centri vacanza, essendo la funzione di tipo ispettivo. Non concordiamo su tale scelta e rinnoviamo la richiesta di dare anche ai lavoratori dell’Area B la possibilità di essere inseriti nell’albo, evidenziando che in INPDAP già svolgevano tale funzione. Ci sembra che l’Amministrazione si ricordi dei contratti solo quando gli fa comodo, mentre in altre occasioni li considera superati dal tempo e dalla normativa seguente. Per quanto riguarda la riduzione del tasso per mutui e prestiti è stato annunciato che al più presto si procederà alla loro revisione.

 

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