INUTILE PANTOMIMA

Comunicato n. 18/10

 

Roma -

 

Si è consumata ieri al regionale su tavoli separati ancora una pantomima senza apprezzabili risultati.

Il nostro appello preventivo all’immediata ricomposizione del tavolo, considerato tutto quello che sta succedendo in queste ore a livello di Pubblico Impiego, non è stato purtroppo preso in considerazione dal gatto e dalla volpe. E così mentre da Pordenone a Cosenza, da Taranto a Campobasso, per non parlare di Milano (dov’è stata perfino occupata la direzione provinciale) gli appelli e le iniziative unitarie si susseguono a piè sospinto. Nel Lazio invece  si persevera diabolicamente nel perpetrare divisioni senza alcuna lungimiranza.

La proposta (in allegato) avanzata dall’amministrazione sulla nuova organizzazione del front office  ci è parsa completamente fuori luogo e notevolmente in ritardo sui tempi perché, in sostanza, si limita a prevedere il blocco dei numeratori agli sportelli 30 minuti prima dell’orario di chiusura, la qual cosa era già in vigore da tempo, sia pure ufficiosamente, nella maggior parte delle sedi. Ma ne prendiamo atto.  Non abbiamo ritenuto di dover prendere in considerazione il relativo verbale di intesa, anche perché esso parte da un presupposto fondamentalmente errato e cioè la condivisione del nuovo modello organizzativo e il radicale cambiamento imposto dalla circolare 102/09. Che altri ritengono evidentemente ineluttabile.

Ci è sembrato, inoltre, ridicolo e offensivo nei confronti del personale del Lazio prevedere un ulteriore aumento, sia quantitativo che qualitativo, dei dipendenti addetti al front office, come se i colleghi non si impegnassero già abbastanza.

Del tutto inqualificabile poi la proposta di utilizzare alla reception nuove figure addette al miglioramento dei rapporti con l’utenza, come (testuale) l’addetto in sala ed il consulente esperto. Ci si chiede, a quando il maitre e il sommelier ?

Sulle orme della ASL, non male pure la trovata sull’agenda degli appuntamenti.

E pensare che per fare questo accurato monitoraggio sulla rilevazione dei flussi agli sportelli, dal quale partorire le perle indicate, ci si sono messi in quattro! Con la solita malcelata finalità: indennizzare ben poche figure a scapito ditutti gli altri (senza contare che questa volta i soldi comunque non ci sono davvero).

Silenzio assordante su tutto il resto: in attesa della chimerica convocazione sul tavolo nazionale, è bloccata ogni iniziativa riguardante Anzio e/o Roma Centro, mentre il tavolo tecnico a Frosinone e l’osservatorio regionale restano latitanti.

E passiamo ora alle note più squisitamente sindacali, aventi ben altro spessore.

La grande assemblea svoltasi a Latina pochi giorni fa contro la privatizzazione in atto (con contemporaneo volantinaggio all’utenza e la successiva conferenza stampa) segna un’altra tappa decisiva nel percorso di mobilitazione intrapreso nel Lazio, dopo la svolta del 21 aprile u.s., verso una assemblea nazionale unitaria.

Da segnalare infine l’ennesima operazione di facciata, con l’inaugurazione dello “sportello di nuova generazione” a Ostia (non sanno proprio più che inventarsi) da parte della direttrice regionale col solito codazzo al seguito del gatto e della volpe ospiti peraltro sgraditi e perciò esclusi dall’incontro dagli stessi lavoratori.

Ma mentre a Roma si cincischia e si blatera Frosinone di fatto viene espugnata.

 

Coordinamento Regionale RdB USB INPS Lazio

 

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