INVECE DI CHIEDERE ACCONTI PERCHE' NON FIRMATE IL CCNI 2018?

Comunicato n. 36/19

Nazionale -

Non ci avete voluto al tavolo perché non abbiamo sottoscritto il contratto collettivo nazionale di lavoro 2016-2018. Tra il febbraio e il settembre 2018 non avete fatto altro che allontanarvi dalle riunioni sindacali quando la USB cercava di far valere il peso della propria rappresentatività in INPS, sostenendo che la nostra partecipazione ai lavori del tavolo sindacale v’impediva di raggiungere gli accordi nell’interesse dei lavoratori. Da settembre 2018 ad oggi cosa avete combinato di buono per le lavoratrici e i lavoratori dell’INPS?

Finora non siete stati capaci di chiudere il contratto integrativo 2018 e siamo ad aprile 2019!!! Il principale contenuto positivo della bozza di accordo integrativo, vale a dire il ripristino del valore intero del TEP per chi ha avuto la decurtazione a seguito del passaggio economico nelle selezioni 2016-2017, lo ha ottenuto la USB fuori del tavolo di trattativa, in un confronto pubblico con il direttore generale in collegamento video con tutte le sedi. E oggi avete la faccia tosta di chiedere l’acconto del saldo in attesa della definizione del contratto integrativo e dell’approvazione del Piano della performance da parte dell’OIV?

Se questi ritardi fossero imputabili all’amministrazione avreste dovuto promuovere almeno una piccola protesta, magari anche una sola ora d’assemblea, ma niente, i mesi sono passati nel silenzio assoluto, rotto solo dalle sollecitazioni della USB. Non veniteci a dire che il problema è stato il cambio dei vertici dell’INPS e il rifiuto di Boeri di firmare il contratto integrativo sull’uscio dell’Istituto, con la valigia in mano. Non ci si riduce a chiedere la sottoscrizione di un accordo così importante nell’ultima settimana di mandato dell’organo di governo dell’Ente.

Perché non parlate mai dei contenuti dell’accordo? Perché non informate i lavoratori sullo stato della trattativa? Sono stati accolti i dieci punti “inderogabili” proposti da CGIL-CISL-UIL?

Noi abbiamo avanzato da tempo le nostre proposte, che vanno oltre il ripristino del valore intero del TEP e che di seguito nuovamente elenchiamo:

  • Aumento generalizzato di € 200,00 mensili del valore del TEP;     
  • Ulteriore aumento del TEP delle Aree E a B rispettivamente di € 60,00 e € 65,00 mensili, fino al passaggio in Area C;
  • Revisione dei criteri per l’assegnazione delle posizioni organizzative, il cui costo deve essere finanziato con risorse del bilancio dell’Istituto;     
  • Riconoscimento del TEP senza soluzione di continuità ai colleghi già in servizio che risultano vincitori di concorso pubblico INPS;    
  • Riconoscimento del buono pasto in occasione di assemblee giornaliere esterne, senza obbligo di recupero della pausa mensa nei giorni successivi;
  • Individuazione di un apposito profilo professionale per chi rappresenta l’amministrazione nelle cause di primo grado.

Questo per quanto riguarda il contratto integrativo 2018, mentre il 2019 deve essere l’anno in cui si riavviano le selezioni per i passaggi all’area superiore, da A a B e da B a C, nel limite massimo di quanto previsto dalle norme, diventando strumento ordinario di progressione al pari dei passaggi economici all’interno delle Aree A-B-C, che devono essere banditi annualmente in base alle risorse disponibili con l’obiettivo prioritario di collocare tutti i lavoratori delle Aree A e B almeno ad A3 e B3.

Le chiacchiere stanno a zero, sono i fatti che contano e i fatti da troppo tempo scarseggiano. Speriamo che non sia anche stavolta colpa della USB…

 

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