L'ODISSEA DEI LAVORI DEL PALAZZETTO DELL'INFORMATICA INPS, CI PIOVE DENTRO E CI SVOLAZZANO I PICCIONI

Comunicato n. 13/19

Nazionale -

Lavori di ristrutturazione e bonifica dell’amianto che sono partiti quasi otto anni fa. Un semplice nastro bianco e rosso, apposto all’ingresso delle scale, fino a pochi giorni fa era l’unica indicazione di un cantiere inaccessibile agli estranei eppure facilmente vulnerabile. Nessun cartello ad indicare l’impresa titolare dei lavori. Stiamo parlando dell’edificio INPS di Viale Civiltà del Lavoro N. 46, dove aveva sede il cuore dell’informatica dell’Istituto, da tempo in gran parte inaccessibile per necessari lavori di ristrutturazione la cui fine è sconosciuta.

Nel frattempo le piogge torrenziali hanno rovinato i lavori appena fatti e i piccioni hanno eletto a propria dimora alcune stanze dei piani alti, imbrattando di guano pavimenti e infissi. Ogni tanto il personale delle pulizie è inviato in “missione speciale” in quei luoghi per lungo tempo dimenticati, senza gli strumenti necessari per salvaguardare la propria salute, ad esempio una mascherina per le vie respiratorie, e senza la certezza di un’avvenuta bonifica dell’amianto.

Da due giorni l’ingresso delle scale al piano terra risulta sbarrato in modo più evidente, ma continuano a mancare anche semplici indicazioni che facciano capire che si tratta dell’ingresso di un cantiere. Al montacarichi è impedito l’accesso ad alcuni piani, costringendo così il personale delle pulizie e i corrieri che consegnano materiale ad utilizzare esclusivamente le scale oppure a fare tortuosi giri all’interno dell’edificio. Anche due ascensori sono stati bloccati, con una ripercussione negativa per gli informatici che continuano ad operare in una parte dell’edificio non interessata dal cantiere.

C’è di più. Risulterebbe che ancora una volta il personale della società esterna che ha l’appalto per la manutenzione degli impianti di climatizzazione sia utilizzato nel cantiere per compiti che non gli appartengono. E’ già accaduto in passato e la cosa è stata oggetto di una denuncia della USB alla Corte dei conti, esposto purtroppo non preso in considerazione dal giudice contabile. E’ un fatto gravissimo, perché l’INPS paga due volte: per la manutenzione degli impianti e per i lavori di ristrutturazione, mentre è utilizzato lo stesso personale scoprendo uno dei servizi. Ovviamente il personale della manutenzione degli impianti accede al palazzetto dell’informatica senza registrazione, così che tutto appaia nella regola.

Sono fatti che il vertice dell’INPS dovrebbe accertare, perché se rispondenti a verità sono gravi. Così come ci vorrebbe maggiore trasparenza nell’appalto complessivo dell’edificio. Quanto si è speso finora per i lavori? A che punto sono? Quando si prevede che il personale dislocato in altri plessi possa fare ritorno in quella che era la direzione centrale dell’informatica dell’INPS? Tutte domande alle quali un’amministrazione realmente trasparente darebbe le opportune risposte, ma evidentemente la trasparenza di Tito Boeri si ferma sull’uscio di Via Civiltà del Lavoro N. 46.

Noi non ci scoraggiamo e non demordiamo e continuiamo a chiedere conto al vertice politico dell’Istituto di quella che sembra una specie di Fabbrica di San Pietro o, come abbiamo riportato nel titolo, un’Odissea. In tutti questi anni il palazzetto sarebbe potuto essere costruito ex novo, possibile, invece, che ci sono ancora locali fatiscenti come testimoniano rilevazioni fotografiche in possesso della USB? Si faccia chiarezza al più presto e si evitino disagi ai lavoratori ripristinando l’utilizzo degli ascensori e del montacarichi, nonché si doti il personale addetto alle pulizie di tutti gli strumenti necessari a tutelare la propria salute.

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