PROGETTO EMOTICON? NO GRAZIE!

Roma -

 

La sede INPS di Roma Tiburtino, insieme ad altre sette in tutta Italia, è stata chiamata a sperimentare il cosiddetto “PROGETTO EMOTICON” che prevede la possibilità per l’utenza di esprimere un giudizio sulla pubblica amministrazione, su ogni pratica e su ogni pubblico dipendente, attraverso un apposito meccanismo elettronico provvisto di smiles (faccette). Una manovra inopportuna dal titolo “Dai un voto alla PA”.

 

La RdB ritiene inaccettabile questa operazione che da una parte prende in giro gli utenti e i cittadini completamente all’oscuro sulle reali cause delle inefficienze dei servizi pubblici, mentre dall’altra colpisce la dignità dei lavoratori collocandoli in una situazione psicologica subalterna e senza alcuna possibilità di verifica o contraddittorio,  con la minaccia concreta di una riduzione del salario, se non addirittura del loro stesso licenziamento in caso di giudizio negativo. Un giudizio certamente soggettivo, peraltro richiesto senza alcun tipo di competenza in merito al lavoro svolto in quel momento.

 

Il tentativo è chiaramente quello di far pagare ai lavoratori quelle che in realtà sono da sempre le carenze dell’amministrazione nei confronti dell’utenza, a cominciare dagli organici ormai in caduta libera e proseguendo con tutto quel che rende nei fatti ogni giorno più difficile il nostro lavoro, come ad esempio i nuovi compiti da espletare, le circolari sempre più incomprensibili, i programmi lenti e obsoleti, le varie procedure ed  i collegamenti intranet che funzionano a giorni alterni, l’assenza di risorse.

Oltretutto, e qui al danno si aggiunge la beffa, si tratta proprio di quelle carenze a cui tutti noi cerchiamo quotidianamente di mettere in qualche modo rimedio nella maniera migliore possibile, consapevoli non solo di quello che è e resta il nostro dovere, sia come cittadini che come semplici esseri umani, ma anche del fatto che comunque noi la nostra faccia la stiamo già mettendo regolarmente in gioco, e da tempo.

Oggi è del resto palese come dietro tutti gli attacchi sconsiderati ai dipendenti pubblici si nasconda in realtà la precisa volontà di smantellare tutto ciò che è pubblico (ovvero di tutti), per trasformarlo in privato (ovvero solo di qualcuno che poi ci potrà lucrare).

Esempi di cosa sia questo privato che avanza purtroppo ne abbiamo in abbondanza anche all’INPS, fra le esternalizzazioni delle procedure informatiche, i call center in cui lavorano i co.co.pro. e l’utilizzo massiccio di lavoratori interinali che, pur guadagnando molto meno di un lavoratore regolarmente assunto, in realtà costano al nostro Istituto incredibilmente di più, se si tiene conto del fatto che una consistente percentuale va comunque nelle casse degli intermediari e delle agenzie interinali.

 

RESPINGIAMO QUESTO ATTACCO ALLA DIGNITA' DEI LAVORATORI!

RESPINGIAMO QUESTO PROGETTO DANNOSO ANCORCHE' INUTILE!

                                                                      

                                     

                           

 

Coordinamento regionale RdB-CUB PI INPS Lazio                          

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