SBAGLIATO PARTIRE DALLE POSIZIONI ORGANIZZATIVE, APRIRE SUBITO IL CONTRATTO INTEGRATIVO 2013

Comunicato n. 79/13

Nazionale -

Venerdì scorso CGIL-CISL-UIL hanno firmato l’accordo sulla revisione dei criteri per l’assegnazione delle posizioni organizzative. I nuovi criteri non garantiscono oggettività e trasparenza, caratteristiche che abbiamo sempre chiesto per ogni processo selettivo all’INPS e che siamo riusciti ad ottenere ad esempio per i passaggi del 2007/2008. Ci siamo rifiutati di sottoscrivere un’intesa che continua a lasciare ampia discrezionalità alla dirigenza nell’assegnazione delle posizioni organizzative.

Il costo delle posizioni organizzative deve essere posto a carico dell’amministrazione e tolto dal Fondo di tutto il personale. BASTA con il finanziamento di indennità che vanno a pochi, per giunta scelti in modo assolutamente discrezionale dalla dirigenza.

C’è inoltre da aggiungere una riflessione: se questi sono i risultati, che fretta c’era di chiudere un accordo sulle posizioni organizzative? E’ necessario invece aprire subito la contrattazione integrativa per il 2013 (visto che siamo a fine anno!!!), per ripartire le risorse economiche a disposizione.

 

IL PASTICCIACCIO DELLA FORBICE RETRIBUTIVA CON L’INPDAP

Ai lavoratori dell’INPDAP è stato riconosciuto nel mese di novembre il pagamento dell’anticipo mensile dell’incentivo, pari a € 90,00, a partire dal gennaio 2013. Un atto per certi aspetti dovuto, per uniformare il trattamento economico di tutti i dipendenti dell’Istituto, ma che deve essere accompagnato dall’omogeneizzazione di tutti i trattamenti economici accessori altrimenti il divario retributivo resta inalterato e a distanza di due anni dalla soppressione dell’INPDAP e dell’ENPALS è assolutamente intollerabile che si continui a rinviare.

Abbiamo da tempo stimato in circa 45 mln di euro le risorse aggiuntive necessarie per parificare le retribuzioni dei lavoratori dei tre enti. Oggi le retribuzioni accessorie individuali rappresentano una babele, ognuna con la sua storia e il suo percorso: è assolutamente necessario semplificare senza alcuna penalizzazione.

Facciamo alcuni esempi pratici su compensi accessori mensili:

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A1 INPDAP – EX ART. 23 - € 220,00 

A1 INPS – TEP + SAP - € 130,00/160,00

A1 ENPALS - € 258,79

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B1 INPDAP – EX ART. 23 - € 220,00

B1 INPS – TEP + SAP € 120,00/220,00

B1 ENPALS - € 271,20/206,68 

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C1 INPDAP – EX ART. 23 - € 230,00

C1 INPS – TEP + MAGG. TEP - € 50,87/120,87

C1 ENPALS - € 244,46

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Questi sono numeri ufficiali forniti dall’Amministrazione. Come si può notare è necessario porre mano a questa consistente differenziazione della retribuzione accessoria, senza penalizzare i lavoratori. Con un Fondo di ente che nel 2013 a detta dell’amministrazione dovrebbe essere unico, per molti c’è il  pericolo concreto di vedersi diminuito il proprio incentivo individuale. Occorre mettere al più presto le carte in tavola.

L’integrazione non deve essere pagata dai lavoratori.

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PERSONALE IN COMANDO PRESSO L’INPS: SIAMO ALLA FARSA

Venerdì scorso c’è stato un acceso scontro dialettico tra la USB e il capo della delegazione INPS sul mantenimento in servizio del personale in comando. Il Capo del Personale ha riferito che l’ente chiederà un parere al Dipartimento della Funzione Pubblica sulla possibilità di prorogare i comandi fino a giugno 2014,uniformando a quella data anche i comandi con scadenza successiva. Nel frattempo l’amministrazione cesserà d’inviare le lettere di cessazione dei comandi, ma coloro che nel frattempo riceveranno o hanno ricevuto la lettera dovranno rientrare nella propria amministrazione senza possibilità di proroga, tranne quella breve di due mesi per coloro che devono cambiare città.

Nel silenzio assoluto delle altre organizzazioni sindacali, tranne una timida apertura della CISL che ha apprezzato la posizione dell’amministrazione considerandola un passo in avanti, siamo stati gli unici a contestare aspramente l’amministrazione affermando che su questa vicenda si stanno sommando errori ad errori già commessi. All’INAIL sembra che non abbiano avuto bisogno di pareri per decidere di prorogare i comandi, mentre l’INPS è sempre più intimidita nei confronti dei ministeri e del governo.

Abbiamo con forza rinnovato la richiesta di mantenere in servizio tutti, anche quelli che hanno ricevuto o riceveranno le lettere, per guidare il passaggio verso il ministero della Giustizia di quanti vorranno accedere a tale possibilità, altrimenti nel momento in cui saranno disponibili le sedi vacanti della Giustizia non ci saranno più comandati in servizio all’INPS. Non vogliamo dare false speranze ai lavoratori, come siamo stati accusati di fare  dal capo delegazione dell’INPS, così come non scadiamo mai nel populismo ma siamo soliti affrontare i problemi con serietà cercando le soluzioni più opportune. Forse dall’altra parte abbiamo dirigenti incapaci di fare altrettanto e per questo il dialogo diventa difficile. Noi ce la stiamo mettendo tutta per far ragionare l’amministrazione, ma a questo punto sarebbe necessario un intervento del capo della Tecnostruttura.

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