USB INCONTRA IL CAPO DEL PERSONALE

Comunicato n. 70/13

Nazionale -

Annullati inspiegabilmente gli incontri sindacali previsti per il 29 e 30 ottobre, ci è stato comunicato che per gli impegni di alcune organizzazioni sindacali la prima data utile per riprendere il confronto con l’amministrazione sarà quella del 18 novembre. Un tempo incredibilmente lungo, mentre ci sono problemi che aspettano una soluzione nel giro di qualche ora. Per questo ieri mattina abbiamo chiesto un incontro urgente al Capo del Personale, che ci ha gentilmente ricevuto con immediatezza.

ESUBERI E PENSIONAMENTI

Entro la prossima settimana ci è stato assicurato che sarà completato l’invio delle lettere per la verifica della disponibilità al pensionamento con le regole antecedenti alla Riforma Fornero. Per il momento sarà interessato il personale che matura il diritto a pensione (compresa la finestra) entro il mese di novembre 2014.Il 29 ottobre è stato convertito in legge il decreto-legge del 31 agosto 2013 n. 101, nel quale, al fine di smaltire gli esuberi senza ricorrere alla mobilità forzata, è stato prolungato il periodo di applicazione delle norme antecedenti alla Riforma Fornero fino al 31 dicembre 2016.

In questo modo aumenta la platea del personale interessato ad usufruire di tali norme e l’amministrazione procederà ad una ricognizione in tal senso, come fatto in precedenza quando la scadenza era al 31 dicembre 2014.

Il Capo del Personale ci ha inoltre detto che il preavviso di sei mesi non è obbligatorio, ma è stato inserito a tutela dei lavoratori. Quindi chi avesse già maturato i requisiti e la decorrenza per il pensionamento, avendo ricevuto la lettera di richiesta di assenso al pensionamento in deroga potrà anticipare l’uscita individuata dall’Amministrazione comunicando le dimissioni con il preavviso di due mesi.

RIMINI

Nessun provvedimento disciplinare sarà comminato al lavoratore della sede di Rimini per la richiesta di recupero di € 0,01 inviata al pensionato di Riccione e finita con grande enfasi sulla stampa nazionale. Tutto bene, quindi? Assolutamente no. Al lavoratore è stata recapitata una lettera con la quale gli si comunica che sarà valutata l’opportunità di intervenire con un taglio dell’incentivo.

Abbiamo comunicato al Capo del Personale la nostra netta contrarietà ad un eventuale taglio del premio di produzione, che non troverebbe alcuna giustificazione e che si manifesterebbe come un’esplicita ritorsione per un episodio peraltro alquanto controverso.Risulta, infatti, che la richiesta di € 0,01 rappresenti la coda di un indebito recuperato con rateizzazione perché superiore al quinto pignorabile. Troviamo assurdo che debba essere lasciata al lavoratore la valutazione sulla convenienza o meno ad attivare l’azione di recupero. Con tutti i milioni di euro che l’ente spende in informatica è possibile che non si possa attivare una procedura automatica che blocchi l’invio di un recupero considerato infruttuoso? La procedura non deve “allertare” il dipendente o “chiedergli” se vuole procedere col recupero, deve bloccare automaticamente la lavorazione della pratica per non imputare tale responsabilità al lavoratore.

COMANDI PRESSO INPS

Il Direttore centrale Risorse Umane ha confermato che l’amministrazione non intende prorogare i comandi in scadenza successivamente al 23 settembre, data di emanazione del Decreto che riguarda il passaggio definitivo di risorse e personale dell’INPDAP all’INPS, tranne i comandi per i quali era stato già richiesto, a quella data, il nullaosta alle amministrazioni di provenienza.

Abbiamo comunque sollecitato la convocazione del tavolo sindacale nazionale per affrontare la questione e, nel frattempo, abbiamo chiesto la disponibilità dell’amministrazione a concedere brevi proroghe di un paio di mesi ai comandati che devono trasferirsi da una città all’altra per riprendere servizio nell’amministrazione di provenienza.

Il Capo del Personale si è impegnato ad accordare tali proroghe su istanza motivata del lavoratore. Inoltre il Dirigente dell’INPS ha prospettato la possibilità per il personale in comando e per i dipendenti dell’ente a tempo indeterminato considerati in esubero ma che non intendano andare in pensione con i requisiti ante Fornero di transitare in mobilità nei ruoli del Ministero della Giustizia. A breve sarà disponibile la lista con le sedi carenti.Invitiamo, pertanto, il personale in posizione di comando, se interessato, ad inviare all’amministrazione centrale una dichiarazione di disponibilità a transitare nei ruoli del Ministero della Giustizia, indicando preventivamente le aree geografiche d’interesse.Invitiamo tutti, inoltre, a segnalarci eventuali proroghe di comandi deliberate successivamente alla data del 23 settembre per controllare l’operato dell’amministrazione.

CONTRATTO INTEGRATIVO 2012

Abbiamo chiesto al Capo del Personale a che punto sia l’iter di valutazione del contratto integrativo di ente da parte dei ministeri vigilanti. Ci è stato detto che l’ente sta disponendo gli ulteriori chiarimenti richiesti e che a breve la situazione potrebbe sbloccarsi ed essere pronti per la ratifica definitiva del contratto, passaggio necessario per l’erogazione del saldo definitivo dell’incentivo 2012.

Il Fondo di ente in ogni caso sembra destinato ad essere decurtato per il 2012 di € 2.000.000,00. Non proprio una sommetta!!!  Se il CCNI 2012 rientrerà in INPS in tempi utili potrà essere messo in pagamento il saldo finale nella busta paga di novembre insieme agli acconti dello speciale e dell’ordinario.

 

 

 

Per dare maggiore spazio alle informazioni abbiamo evitato di aggiungere commenti a quanto rappresentato nell’intero comunicato. Tuttavia permetteteci, in chiusura, di esprimere una valutazione: come si fa a tenere bloccati per tanto tempo gli incontri sindacali quando ci sono problemi che andrebbero affrontati con immediatezza? Ci è stato riferito dall’amministrazione che la protesta delle scorse settimane sarebbe stata la causa dell’interruzione degli incontri. Ma chi ha dichiarato il blocco delle trattative? Non certo la USB, che ha indirizzato la propria mobilitazione all’esterno, verso i ministeri vigilanti e quello dell’Economia in particolare. Ognuno si assuma le proprie responsabilità di fronte ai lavoratori.

 

 

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