RICOMINCIAMO?

Comunicato n. 27/15

Nazionale -

Le Elezioni RSU si sono concluse ormai da più di tre settimane, con un esito per noi assolutamente straordinario che ci porterà a contrastare in modo ancora più deciso illegittimità e clientelismo all’interno dell’ente. I vertici dell’INPS sono stati rinnovati e abbiamo atteso che avessero il tempo necessario per ambientarsi. Ora bisogna tornare al più presto al tavolo del confronto sindacale per affrontare i problemi rimasti irrisolti. Tra questi c’è il futuro dell’attività di vigilanza dell’INPS. Noi stiamo facendo la nostra parte per contrastare il progetto di Agenzia unica per le ispezioni del lavoro, mentre delle iniziative dei vertici dell’ente al momento non c’è traccia.   

 

Con il contratto integrativo 2015 vogliamo ottenere il riavvio dei passaggi e il finanziamento del processo d’integrazione. Abbiamo elaborato una Piattaforma programmatica che mettiamo a disposizione del confronto sindacale e sulla quale ci impegneremo con forza. Abbiamo indicato con chiarezza dove andare a prendere le risorse economiche necessarie per finanziare gli obbiettivi che ci siamo dati:     

  • lo stanziamento dello straordinario deve essere interamente tolto dal bilancio di ente per tornare nella disponibilità del Fondo delle aree;     
  • una parte del “valore economico dell’efficienza”, che ammonta complessivamente ad oltre 14 mld all’anno, deve essere utilizzata per la contrattazione integrativa.

 

Abbiamo saputo che il contratto integrativo 2013 ha superato l’esame dei ministeri vigilanti ma l’Amministrazione ancora non ha convocato i sindacati per la ratifica dell’accordo. Cosa si aspetta? Non si conosce invece a che punto sia la certificazione del contratto integrativo 2014. La contrattazione integrativa deve trovare tempi di definizione utili a dare valore agli accordi, altrimenti si concede all’Amministrazione di stabilire gli obbiettivi di produzione senza avere la possibilità di contrattare i benefici economici per i lavoratori. Oggi i vertici dell’INPS decidono che il progetto “La mia pensione” sarà l’obbiettivo qualificante dell’attività del 2015 puntando a rafforzare l’attività di consulenza. Che ruolo può svolgere in tutto questo il sindacato se non c’è un tavolo di confronto e non si avvia l’esame del contratto integrativo per il 2015?

 

L’Amministrazione è chiamata anche a mantenere gli impegni assunti, come quello di reperire le risorse necessarie a restituire ai lavoratori provenienti dall’INPDAP la quota d’incentivo decurtata nel 2012. Sarebbero sufficienti le risorse indicate in precedenza per dare soluzione ai diversi problemi. Certamente non permetteremo, come abbiamo più volte ripetuto,  che il processo d’integrazione sia finanziato dagli stessi lavoratori togliendo soldi a qualcuno per darli a qualcun altro. Non tollereremo oltre che a parità di livello retributivo si percepiscano retribuzioni differenti. Ad oltre tre anni dall’avvio del processo d’integrazione è una situazione inaccettabile e nessuno pensi di livellare al ribasso le retribuzioni o di fare una media in cui c’è chi perde e chi guadagna.

 

Devono essere immediatamente riavviati i passaggi all’interno delle Aree A-B-C e deve essere richiesta l’autorizzazione per bandire selezioni da un’area all’altra. Cinque anni di blocco dei passaggi sono troppi e c’è chi da oltre dieci anni non ha avuto la possibilità di un avanzamento economico e di carriera.

 

Le posizioni organizzative devono essere attribuite con criteri trasparenti ed oggettivi, mentre le attuali modalità di assegnazione sono del tutto discrezionali e fonte di clientelismo tra dirigenza e sindacati compiacenti. Questa catena va spezzata e il costo delle posizioni organizzative, a partire da quelle che sostituiscono funzioni dirigenziali, deve essere messo a carico del bilancio di ente o del Fondo della dirigenza. Un Direttore di Agenzia non può essere retribuito con i soldi dei lavoratori delle aree, che dovrebbero servire innanzitutto a remunerare la produttività.

 

Questi sono solo alcuni dei problemi da affrontare e ne discuteremo al prossimo Coordinamento nazionale della USB Pubblico Impiego INPS che riuniremo il 17 e 18 aprile a Frascati (Roma).

 

Trasformiamo l’enorme consenso che la USB ha ottenuto alle elezioni RSU in adesioni al sindacato. L’obbiettivo che abbiamo lanciato di diventare il 1° sindacato all’INPS a molti inizialmente è apparso velleitario. Oggi, dopo il risultato delle RSU, non è più così. Realizziamo quel cambiamento radicale, quella rivoluzione sindacale che abbiamo proposto come alternativa al clientelismo e alla subalternità di CGIL-CISL-UIL, per restituire forza ai lavoratori e per riappropriarci di quello che ci è stato tolto.

 

USB è il sindacato dei lavoratori e di nessun altro

 

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