UNA SPETTACOLARE FUGA IN AVANTI

In allegato il verbale d'intesa sulla riorganizzazione INPS dell'area milanese e la nota della RdB-CUB

Milano -

 

Il nuovo Direttore regionale, Saltalamacchia, si è reso protagonista di una spettacolare fuga in avanti, cominciando il 6 luglio scorso un confronto con le OO.SS. regionali, da concludersi tassativamente entro il 20 di luglio, per definire la riorganizzazione dell’area metropolitana milanese.

La RdB-CUB ha eccepito fin da subito che un’intesa su un piano così complesso non poteva essere soggetta a scadenza (neanche si trattasse di uno yogurt!), ed aveva chiesto tempi adeguati non solo per approfondire i contenuti e le implicazioni del piano, ma anche per informare adeguatamente e consultare i lavoratori.

La nostra richiesta, condivisa inizialmente anche da altre OO.SS, è stata disattesa e si è voluto procedere ugualmente, complicando oltre misura tutta la faccenda, dal momento che, durante i tre incontri dedicati all’argomento, si sono accavallate varie ipotesi e bozze di documenti, in alcune parti profondamente diverse.

Non possiamo esimerci dal manifestare il nostro sconcerto per il modo frettoloso con cui la Direzione Regionale ha condotto questo confronto, se lo paragoniamo alla calma “tipicamente romana” con cui si stanno conducendo le trattative nazionali su materie inerenti il riassetto delle sedi, senza alcuna ansia di prestazione e date di scadenza.

Davvero non si capisce l’urgenza di definire un piano talmente complesso, che sta già creando non poche preoccupazioni tra i lavoratori per la difficoltà di avere a disposizione tutti gli elementi di chiarezza necessari.

Gli unici elementi certi che in questo momento possiamo offrire ai lavoratori sono l’abbandono dello stabile di via Melchiorre Gioia, dopo anni di incuria colpevole e di degrado totale, di cui ovviamente nessun dirigente risponderà, e dello stabile di Corvetto. Nulla di certo sulle nuove collocazioni logistiche, sulle nuove competenze lavorative, il nuovo modello organizzativo che sostituirà le unità di processo, la gestione della mobilità del personale, e naturalmente le risorse disponibili per finanziare tutta la riorganizzazione.

Decisamente contrari ci vede la parte relativa al cosiddetto sistema premiante, che mira a premiare i “bravi lavoratori”, che accetteranno di adeguarsi al nuovo assetto organizzativo, e punire quelli che vi si oppongono.

Firmare una intesa del genere, mentre sono ancora da definire tutta una serie di questioni, lo consideriamo un atto poco serio ed irresponsabile.

E’ del tutto evidente, infatti, che la Direzione regionale sta rispondendo alla parola d’ordine del governo, cioè risparmiare; tutto il resto diventa secondario, come dimostra il fatto che rimane del tutto aleatoria la partita relativa alle risorse da mettere in campo, per le note incertezze sulla reale consistenza del recupero dei tagli governativi. Non possiamo, infatti, escludere che saranno i lavoratori stessi a pagare di tasca propria i costi della riorganizzazione, se non viene fatta chiarezza sull’entità complessiva dei fondi disponibili per l’anno in corso.

A questo riguardo segnaliamo che è appena cominciato il confronto sull’integrativo 2006/2009 e circola già una bozza di documento, dalla quale mancano ovviamente le parti relative alle somme disponibili.

Nell’ultimo incontro il Direttore regionale tra l’altro ci ha accusati di avere partecipato al confronto, avendo deciso a priori di non firmare l’intesa. Respingiamo con decisione questa accusa e ribadiamo che la nostra contrarietà si riferiva, in particolare, all’urgenza e alla fretta di stipulare comunque un’intesa, senza avere la possibilità di approfondirne i contenuti e di procedere al necessario coinvolgimento dei lavoratori.

Oggi non siamo in grado di poter dare un giudizio complessivo sul piano, dal momento che le variabili in gioco sono tante, tanti gli elementi di incertezza e i fattori, non dipendenti dal tavolo regionale, che possono modificare il quadro. Quello che risulta evidente è che si vuole portare a casa subito un risultato politico, ovvero i risparmi derivanti dalla dismissione di due stabili e la concentrazione del personale negli edifici di proprietà dell’Ente; tutto il resto passa in secondo piano.

Sarebbe stato opportuno, come abbiamo più volte proposto al tavolo negoziale, riprendere il confronto dopo la pausa estiva, sia per avere a disposizione maggiori elementi di chiarezza, che devono essere definiti dal tavolo nazionale, e sia per coinvolgere adeguatamente il personale, che sarà chiamato a sostenere il peso della riorganizzazione.

Sono queste, e non altre, le ragioni che ci hanno indotto a non firmare l’intesa, allegando una nota a verbale, diffusa nella giornata di ieri, che sintetizza la nostra posizione.

 

 

Coordinamento regionale RdB-CUB INPS Lombardia

 

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