EMOTICON? NO GRAZIE!

In allegato la lettera di diffida

Cagliari -

 

Inoltriamo ai colleghi la diffida inviata dal Coordinamento nazionale RdB-CUB Pubblico Impiego all’Amministrazione riguardo il cosiddetto "Progetto Emoticon”, di cui Cagliari è purtroppo, ancora una volta, sede pilota.

Riteniamo questo progetto qualcosa da respingere veramente con sdegno, e non solo in quanto frutto avvelenato di quella indegna e martellante campagna propagandistica “anti pubblico impiego” di cui siamo ormai da tempo le vittime.

In questo specifico caso il tentativo è chiaramente quello di fare pagare ai lavoratori tutte quelle che sono le carenze dell’Amministrazione nei confronti dell’utenza, a cominciare dagli organici che si fanno ogni giorno più scarsi, e continuando con tutte quelle cose che rendono nei fatti ogni giorno più difficile il nostro lavoro, come ad esempio i sempre nuovi compiti da espletare, le circolari che sono sempre più incomprensibili, i programmi che sono sempre più lenti e complicati, i collegamenti intranet che ormai funzionano a giorni alterni, o tutto quello che adesso tralasciamo solo perché sull'argomento ci sarebbe in realtà abbastanza materiale da riempire un volume.

Oltretutto, e qui al danno si aggiunge la beffa, sono proprio quelle carenze a cui tutti noi cerchiamo quotidianamente di mettere rimedio come meglio possiamo, consapevoli non solo di quello che sia il nostro dovere sia come cittadini che come semplici esseri umani, ma anche del fatto che noi la nostra faccia la stiamo già mettendo regolarmente in gioco.

Purtroppo è trasparente come dietro tutti questi attacchi ai dipendenti pubblici si nasconda in realtà la precisa volontà di smantellare ciò che è pubblico (ovvero di tutti) per trasformarlo in privato (ovvero di qualcuno che poi ci potrà lucrare a piacimento).

Esempi di che cosa sia questo “privato” che avanza purtroppo ne abbiamo in abbondanza anche all’INPS, fra le esternalizzazioni delle procedure informatiche (di cui tutti abbiamo potuto provare la qualità), i call center in cui lavorano i co.co.pro., e i lavoratori interinali, che proprio in questi giorni stanno venendo reclutati anche nelle sedi della Sardegna, che pur guadagnando molto meno di un lavoratore regolarmente assunto, in realtà costano alle nostre casse ben di più.


Coordinamento regionale RdB-CUB INPS Sardegna

 

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