IL NOSTRO PERCORSO

Comunicato n. 12/10

Roma -

 

Due mesi dopo l’attivazione forzata della già programmata fase di sperimentazione, riguardante 20 “fortunate” sedi pilota scelte senza criterio in ambito nazionale, i nodi vengono al pettine e, com’era facile prevedere, i problemi si sono acuiti.   

Caos e disorganizzazione la fanno ormai da padroni in questa avventura senza ritorno, nella quale è stata a suo tempo infilata, volente o nolente, anche Frosinone.

In particolare, le scarne assicurazioni fornite prima dalla direzione provinciale e poi da quella regionale risultano oggi ampiamente disattese, mentre permane la mancanza di chiarezza e di trasparenza sulle finalità che si vogliono realmente perseguire.  

La tanto attesa formazione “on the job” che pure avrebbe dovuto coinvolgere tutto il personale non è infatti neppure partita, i tavoli tecnici programmati sono praticamente saltati, il comitato provinciale non ha trovato un briciolo di tempo per riunirsi ed anche l’osservatorio regionale latita.

Un tentativo dietro l’altro, le nuove procedure telematiche vengono testate, provate e riprovate con certosina pazienza dal personale ormai stufo, mentre l’utenza inviperita continua a girare a vuoto. E soprattutto a chiedersi: perché questa “riorganizzazione”? Ma non c’è tempo per le domande anche per le più ovvie. Tutti devono saper fare tutto, con quante più autorizzazioni possibili. E per i 19 lavoratori interinali, assegnati da due settimane alla sede, il capitolato d’appalto sembra essere divenuto ormai un optional, mentre in generale la Tempor su di essi imperversa in barba al suo stesso codice etico. Ciliegina sulla torta, la recente controversa relazione degli ispettori ministeriali sulla assegnazione di budget straordinario autorizzato in sede senza apparente motivazione.

A fronte di ciò, il percorso in tre tappe da noi subito attivato in merito alla fase pilota risulta di una semplicità e di una linearità assolute: 

  • coordinamento delle 20 sedi sperimentali aperto alla partecipazione di tutti gli  interessati e soprattutto dei delegati RSU, in un’ottica decisamente unitaria;     
  • iniziative a carattere regionale mercoledì 21 aprile presso ciascuna delle 20 sedi sperimentali per fare il punto della situazione e coinvolgere anche l’utenza;      
  •  assemblea nazionale del personale a Roma in difesa dell’Istituto, programmata a fine maggio, contro il palese tentativo di smantellamento dell’Ente.

 

Per questo, la giornata di mobilitazione del prossimo 21 aprile acquista una particolare importanza. La posta in gioco è altissima e tutti se ne stanno rendendo conto. La difesa del ruolo pubblico istituzionale dell’Ente è infatti prioritaria. E, soprattutto nel Lazio, siamo chiamati a dare una risposta forte e determinata alla strisciante privatizzazione.

  

Coordinamento regionale RdB INPS Lazio

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