NO ALLA LIQUIDAZIONE DELL'INPS!

21 APRILE 2010

GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE

 

Comunicato n. 16/10

Nazionale -

 

Il nuovo assetto organizzativo dell’INPS sembra proprio che diventerà operativo in tutte le sedi a partire dal prossimo giugno, senza attendere gli esiti di una sperimentazione che sta evidenziando i limiti di un progetto approssimativo ed astratto, che subisce modifiche quasi giornaliere a seconda delle difficoltà riscontrate.

 

Che ci fosse la fretta di dimostrare qualcosa a qualcuno è stato evidente sin dall’emanazione della Determina del Commissario N. 140 del dicembre 2008 (in allegato). Il nuovo modello organizzativo delle sedi, che peggiorerà ancora di più le condizioni di lavoro dei dipendenti, è stato di fatto imposto, senza lasciare spazio ad un vero confronto sindacale. Oggi se ne accorge persino la CISL (vedi articolo de “La Sicilia” pubblicato ieri, che alleghiamo), evidentemente per timore di perdere il consenso dei lavoratori delle sedi e per la difficoltà dei delegati territoriali a sostenere le scelte fatte dal nazionale.

 

L’amministrazione spinge sull’acceleratore nel tentativo di bloccare sul nascere la protesta dei lavoratori delle sedi, prima che anche tra settori della dirigenza maturi la convinzione di trovarsi di fronte a scelte che faranno peggiorare la qualità dei servizi, ridimensionando al tempo stesso non solo la presenza dell’INPS sul territorio ma la sua stessa funzione.

 

Sono i pericoli che abbiamo denunciato dalla prima ora, opponendoci ad una riorganizzazione dannosa per l’Istituto, per i cittadini e per i lavoratori dell’Ente, ai quali non offre contropartite ma solo ulteriori sacrifici.

 

Ora vogliamo che la protesta trovi un primo momento di sintesi collettiva. Per questo il 21 aprile sono state convocate assemblee in tutte le regioni, con iniziative concentrate nelle 20 sedi sperimentali, per opporci allo smantellamento dell’Istituto e difendere i servizi oggi garantiti ai cittadini.

 

Invitiamo le RSU non solo ad aderire alla mobilitazione, ma a farla propria partecipando attivamente alla gestione della protesta.

 

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